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venerdì 26 novembre 2010

Napoli-27/28/Nov/2010:ASSUD: Quale futuro per il sud?



Giù dai tetti per un giorno, è il caso di dire. Nel week-end di protesta, quello caldo, quello del braccio di ferro che non si può perdere con il ministro Gelmini, c’è un’altra partita da giocare per gli studenti conterranei dentro lo stesso rettangolo di gioco. Una partita nella partita perché mentre si sta giocando e suon di euro la rivendicazione della ricerca su scala nazionale gli studenti del Sud hanno pure un altro coltello da tenere ben stretto fra i denti. C’è da rivendicare un’appartenenza di lusso, una scalata, una rivincita. C’è da coltivare un’adrenalina a colpi di stratificazione culturale, innanzitutto. C’è da esibire, e non per un giorno solo, una meridionalità che dice poco o nulla se la stampi su uno slogan.
Benvenuti al Sud, verrebbe da dire. Ma non è con uno slogan che si fa festa. A Napoli, nello stesso week-end dei libri incazzati parcheggiati sui tetti c’è la grande kermesse della Costituente studentesca e, soprattutto, di Assud, l’associazione apartitica e apolitica presieduta da Andrea Guccione.
Sabato 27 e domenica 28 giovani e studenti da tutta Italia si vedranno a Napoli alla facoltà di Giurisprudenza a Via Marina 33 per parlare della nuova riforma universitaria targata Gelmini ma questo è solo il modo migliore per entrare in scena. Piatto forte della due giorni sarà senz’altro il dibattito a più voci sul futuro del Mezzogiorno.
Amministratori e politici da una parte e centinaia di ragazzi dall’altra si confronteranno sui temi caldi dello sviluppo e della rivincita del Mezzogiorno ma non è in scaletta una progressione convenzionale degli argomenti. Si andrà per contenuti, non per decibel. Nel corso del convegno saranno eletti i nuovi vertici della più importante e longeva organizzazione studentesca del Sud Italia: la Confederazione.
Prevista la partecipazione del rettore della Federico II di Napoli, prof. Massimo Marrelli, del presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, di quello di Salerno Vincenzo De Luca, dell' assessore regionale della Campania all' Univeristà prof. Guido Trombetti, degli europarlamentari Enzo Rivellini e Andrea Cozzolino, degli onorevoli Paolo Russo ed Angelo Bonelli.
«Sarà un giorno di festa - spiega Andrea Guccione storico fondatore della Confederazione Calabria - in cui parleremo anche del futuro del Mezzogiorno visto dagli occhi dei giovani e lanceremo l'associazione Assud». «La nuova riforma universitaria della Gelmini- spiega un altro dei fondatori della Confederazione Francesco Emilio Borrelli - è un delirio che peggiora ulteriormente la già cattiva riforma della Moratti ministro di un precedente governo Berlusconi».
All' iniziativa parteciperanno studenti universitari di tutta Italia ed i fondatori della Confederazione nata nel 1995 a Napoli e poi cresciuta in tutto il Paese (tra cui l’onorevole Tommaso Pellegrino, Fiorella Zabatta, Carlo Ceparano, Benedetta Sciannimanica, Luigi Napolitano, Giorgio Leone, Francesco Lopez, Gianluca Iaconeta, Gianluca Carrabs, Luigi Napolitano, Francesco Testa, Giovanni Cerulo, Salvatore Fonzo, Marcello Framondi, Gerardo De Maffutiis, Michele Merlino, Francesco Testa, Francesco Lastaria).
Apriranno i lavori il presidente del Consiglio di ateneo della Federico II di Napoli Marco Race ed il consigliere degli studenti universitari Andrea Sola.
Napoli, quella Napoli che con la Federico II guarda in cagnesco i cumuli di rifiuti che ne stuprano il buon umore, è il secondo degli “sbarchi” lunari di Assud, l’associazione che viene fuori dalle viscere della Confederazione degli studenti. Il primo di approdo, nel cuore dell’estate (5 luglio) è immortalato in un’aula sobria, colma e incuriosita dell’Università della Calabria. Dibattito vivace, stupore anche, contraddittorio acceso e ricco di spunti e tanta tanta curiosità. Niente politica né sigle sul palco, uomini delle istituzioni sì perché è con loro che c’è da confrontarsi ma niente equivoci. Assud “scende” all’Unical nella sua prima arena mediatica con buoni propositi e un documento in tasca. Da subito, alla “prima”, giusto per far capire che le chiacchiere stanno a zero ed è meglio passare ai fatti.
Niente interventi a pioggia generatori di clienti e di sudditi, più che di cittadini. Piuttosto, il ripristino della fiscalità di vantaggio. E poi un piano per la ricerca, benzina per il cervello. C’è da riaccendere la macchina che spende per il futuro, quella che non sacrifica il domani per un piatto di grasse lenticchie. C’è da valorizzare le aree interne, quelle che sanno di buono e anche di soldi se qualcuno solo li sa andare a prendere. E poi i fondi comunitari, l’ultima carta da poker in mano. Il sogno del primo Por è andato, il secondo parte zoppo ma non è compromesso del tutto. Gioia Tauro certo ma tutta una fitta rete infrastrutturale o nasce da qui, da questi fondi, o non nasce più.
Una piattaforma logistica di idee e progetti che siano in grado di conquistare l’attenzione della politica. Questo il vestito che ha indossato Assud alla prima uscita sotto i riflettori dell’Università della Calabria. Ma niente paura né compromessi con le “attenzioni” della politica. Con un impegno sì, però: se non sarà quest’ultima a bussare chiedendo lumi lo farà Assud perché la benzina è qui che c’è. Non ci sono nemici e non c’è soprattutto nessun Nord da abbattere (tantomeno a colpi di vento). La sfida non è per latitudini ma è quantomeno continentale, per non dire di più. È il Paese intero che perde se il Sud non si alza dal letto e questa volta è da Roma in giù che si gioca soprattutto la partita. «Avanziamo un secolo dalla storia di questo Paese, ora ci sono davvero le condizioni per ribaltare tutto. Ci siamo stancati, questa è la verità» manda a dire senza mezzi convenzionali Andrea Guccione, il presidente. «È a Sud - dice Guccione - che ci sono le condizioni per le nuove ricchezze che verranno e questa volta saranno pure più complete perché supportate da un tessuto culturale di livello superiore rispetto a quello che vive il Nord del Paese». Già, la formazione, il valore aggiunto che la riforma contemporanea vorrebbe mandare al macero. «Con una o due lauree in tasca i nostri ragazzi meridionali hanno finito per fare lavori di terza fila nelle aree più sviluppate del Paese svalutando le conoscenze. Noi di Assud siamo convinti che di tali risorse umane rappresentino il capitale più importante che il Sud può investire. Eppure nessuno ancora se ne accorge». O magari, fa finta di non accorgersene… «Politicamente il Mezzogiorno non conta nulla – dice ancora Andrea Guccione - ma non è un caso che va così, è un progetto. Una volta c’era una divisione dei compiti: gli industriali del Nord facevano soldi ma appaltavano la politica al Sud. Ora, politicamente, siamo alla canna del gas. Destra e sinistra uguali sono e il risultato è quello che vedete sotto gli occhi. Miliardi di euro di fondi Ue sprecati, nella migliore delle ipotesi. Ora non possiamo più sbagliare».
Già, non possiamo più sbagliare. Se destra e sinistra uguali sono ma non sta meglio il tessuto socio economico sul quale piazzare le tende della rivincita (anche a colpi di euro). Franco Forgione, ex presidente della commissione nazionale Antimafia e corposo conoscitore delle degenerazioni del fenomeno mafioso, per una volta non la butta (solo) in giudiziaria e lascia aperto lo spiraglio (inquietante) della perversione sociale che ormai è dilagante. «Ma qualcuno si è mai posto il problema – dice Forgione – tra il rapporto esistente tra i flussi di denaro arrivati in Calabria e sviluppo e occupazione reale? Qualcuno ha mai studiato l’incredibile dato di natalità e mortalità delle imprese calabresi, accorgendosi, magari, che in troppi casi tali imprese sono vissute solo il tempo necessario per nascere, completare la pratica, creare un capannone e prendere i soldi? Noi dobbiamo riflettere sul ruolo della politica, sulla funzione ed il ruolo senza mai smettere di pensare che ce la possiamo fare…». In bocca a lupo, Assud. E chissà se nel cimitero dei (tanti) capannoni vuoti del passato, quelli delle illusioni contabili, riesce a trovare spazio prima o poi la grande rivincita del Mezzogiorno. Quella vera, per intenderci.

Pino Ruscelli

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