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sabato 26 novembre 2011

Trebisacce-26/11/2011: Il Monachesimo (di Luigi Fabiano)


Luigi Fabiano

Il monachesimo
La nascita del monachesimo è da far risalire dal 3°al 4° secolo anche, se gli ideali di perfezione cristiana, si diffusero già nei primi secolo. La prima forma di monachesimo fu eremitica ,da eremo che significa deserto e i monaci furono chiamati così dal termine monaco che significa solo. Un ideale di vita appartata dagli uomini e tutta rivolta a Dio,a volte, quindi, per mantenere uno stato di purezza e un contatto più intenso con Dio, a volte dettato dalla necessità di sfuggire alle persecuzioni.. Attorno all’ eremo dove vivevano gli eremiti si formarono degli agglomerati costruiti dai discepoli e figli spirituali degli eremiti. Che quindi tranne in qualche periodo non erano completamente soli.
Il fondatore della vita eremitica è considerato S.Antonio che visse 105 anni nel deserto dell’Egitto come gli altri padri del Deserto,uno per tutti, l ‘ex soldato Romano Pacomio . Con il passare del tempo si passò da una forma eremitica del monachesimo ad una forma cenobitica, cioè comunitaria. Fu Pacomio nel terzo secolo che, dopo, un inizio eremitico della sua missione, fondò il primo Cenobio o Comunità. Da allora molto velocemente la fama dei padri del deserto si diffuse in quasi tutto l’oriente.
San Basilio vescovo,che fu il fondatore del monachesimo orientale, istituì le prime scuole nei monasteri. La sua regola è tuttora in vigore nel mondo delle chiese ortodosse,. come anche la liturgia da lui formulata.
Nel 518 esistevano a Costantinopoli già 77 monasteri di uomini e quasi altrettanto di donne.
San Atanasio vescovo di Alessandria più volte, esiliato dagli imperatori ariani, fu il principale biografo di Sant’Antonio, che fece conoscere le sue gesta in occidente. Tanto che la sua fama e la fama degli altri padri del deserto, si diffuse a macchia d’olio in tutto l’occidente. Ciò fu di stimolo per la nascita di monasteri dappertutto .Inizialmente per iniziativa di due padri della chiesa,a Roma san Girolamo e Milano per il vescovo S. Ambrogio. Costoro dovettero conciliare la loro vita monacale con i propri impegni vescovili. Stessa cosa valse per s. Agostino vescovo d’Ippona, che fissò nel 400 le più antiche regole monastiche latine. Egli diffuse l’ideale monastico in Africa soprattutto. Come molti mistici di allora dovette più volte interrompere la sua vita cenobitica, per andare ad aiutare le comunità di altri fratelli. In altre realtà spesso di vita cittadina per contrastare dissidi ed eresie in seno alle chiese sparse qua e la. I monaci inoltre si occuparono di evangelizzare,civilizzare e convertire i popoli barbari. S. Agostino battezzò 10.000 angli. Non mancarono però le critiche della vita monacale considerata troppo estrema e intransigente anche da alcuni vescovi, che cercavano di scoraggiare tale fenomeno. Eppure con i monaci inizia la pratica della direzione spirituale e dell’esame di coscienza. Attraverso tali strumenti formarono vescovi e predicatori negli anni bui delle invasioni barbariche.
I Monaci furono considerati da alcuni, come “parafulmini di Dio”. Essi furono coloro che attraverso i secoli preservarono l’immenso il patrimonio letterario del mondo antico, attraverso gli scriptorium , laboratori di scrittura a copiatura e moltiplicarono i testi messi a disposizioni di tutti nelle biblioteche dei monasteri. Inoltre perpetuarono la santa messa e l’ufficio divino. Attorno ai monasteri, soprattutto in occidente, si formarono agglomerati, centri urbani. Furono costruiti ponti e strade. Le rendite dei monaci che avevano disboscato e bonificato i terreni in cui furono costruiti i monasteri e le zone circostanti, usarono le stesse, oltre che ai bisogni delle loro comunità, per sostenere ospizi ed ospedali. La civiltà occidentale che si formò in quei secoli, segui la traccia del lavoro dei monaci. San Benedetto da Norcia fu elevato patrono dell’Europa da Paolo VI° ed operò strenuamente, mentre nelle provincie dilagavano le orde dei barbari, conciliando la romanità e il vangelo.
I barbari rozzi ed incivili vennero civilizzati, evangelizzati e ammansiti da tanti monaci benedettini che si sparsero per buona parte dell’allora mondo conosciuto.
La pratica delle buone maniere a tavola fu una pratica inventata e diffusa dai monaci. I terreni circostanti i monasteri e di proprietà di questi ,furono affidati alla cura di contadini a cui venne richiesto solo un terzo dei raccolti.
Allora in conclusione possiamo affermare che i monaci ,sono considerati i padri della civiltà occidentale, anche se oggi molti, se ne sono dimenticati….
Luigi Fabiano

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