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sabato 26 marzo 2011

Salerno-26/03/2011:Dante Alighieri il grande esule






DANTE ALIGHIERI IL GRANDE ESULE
"Dante Alighieri precursore dell’Unità d’Italia, padre dell’unità linguistica, quasi sei secoli prima della raggiunta unità politica". E’ stato presentato con queste parole, dalla professoressa Pina Basile, presidente della “Società Dante Alighieri”, il sommo poeta fiorentino, protagonista del convegno: “Dante Alighieri: il grande esule e l’Unità d’Italia” tenutosi, giovedì sera, presso il Palazzo della Prefettura di Salerno, organizzato, nell’ambito delle celebrazioni per il 150esimo dell’Unità d’Italia, dalla società “Dante Alighieri” del Comitato di Salerno, in sinergia con la Prefettura. A fare gli onori di casa il prefetto Sabatino Marchione, che ha sottolineato l’importanza del ruolo svolto dal Meridione nel processo di unificazione del Paese e dalle prefetture in particolare, che hanno contribuito in modo determinante in termini di coesione. Il Prefetto ha anche annunciato alcune delle iniziative previste per le celebrazioni del 150esimo tra le quali, una “Maratona dell’Unità d’Italia” che arriverà fino a Sapri. La professoressa Pina Basile, nel suo intervento, si è soffermata sul Dante esule che, nel 1302, condannato a essere arso sul rogo, se fosse tornato a Firenze, prese la via dell'esilio, durante il quale, compose la Divina Commedia, nella quale il grande maestro ha intuito l’importanza della relazione esistente tra la lingua italiana e l’identità nazionale. Grande divertimento hanno suscitato alcuni simpatici aneddoti, sulla vita del poeta, raccontati dalla professoressa Basile. Il professor Marco Di Matteo, tesoriere della società Dante Alighieri, ha moderato gli interventi del questore Antonio De Iesu; del Vice Presidente della Provincia Anna Ferrazzano; del Vicesindaco di Salerno Eva Avossa, del Prorettore dell’Università di Salerno Maria Galante e del presidente onorario dell’associazione “Dante Alighieri” il preside Mario Aversano, grande studioso di Dante che considera :"Non soltanto il padre della nostra lingua, ma anche il padre della nostra Patria. Non si sarebbe fatta l’Unità d’Italia senza Dante che oltre ad essere un sommo poeta, era anche un sommo uomo". Il direttore generale del sodalizio, il dottor Alessandro Masi, ha spiegato la missione della “Società Dante Alighieri”, che conta duecentomila soci in 523 comitati, di cui cento in Italia, presenti in tutto il mondo, anche in Patagonia:"Diffondiamo e tuteliamo la lingua italiana che ha contribuito in maniera determinante alla formazione dell’unità nazionale e costituisce un elemento fondamentale della nostra identità. Le Istituzioni, quindi, hanno il dovere di ricordarlo ai cittadini, soprattutto in un momento storico in cui la nostra lingua è divenuta uno strumento d’integrazione e di accoglienza per gli stranieri che giungono in Italia da ogni parte del mondo". Odi e canti dell’unità d’Italia , sono stati presentati dal dottor Aldo Sessa, nel video:”Viva l’Italia” realizzato dal professor Giuseppe Lauriello e dal professor Domenico Pagliara, nel quale è stato raccontato il Risorgimento: dal Congresso di Vienna, alla proclamazione del Regno d’Italia, attraverso foto, stampe d’epoca, suoni di fanfare, canti e due arie di Verdi, tratte dal Nabucco e da “I Lombardi e la Prima Crociata”. Per celebrare il ruolo del poeta fiorentino nel Risorgimento italiano, sono stati proposti alcuni brani di autori che hanno fatto riferimento all'opera dantesca: “Il giuramento di Pontida, di Berchet; Marzo 1821, di Manzoni; Ode a Venezia di Fusinato e La Spigolatrice di Sapri, di Mercantini, letti con grande intensità dal giornalista Paolo Romano e dalla dottoressa Elena Baldi.
Aniello Palumbo

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