Cerco tra aridi campi
Di melone abbandonati.
Scendo fino a che il bianco del mare
Vola sul viso.
L’orizzonte grigio
Il cielo vuoto
Il fico spento.
Nell’aria il sapore di sale si mischia al mirto
Muschiato, ma secco.
Pietre riottose vinte dalle onde
Canne erte a difendere i sassi delle fiumare,
lavatoi, germe di vita.
Ho in bocca il sapore del fango
Passa lieve la polvere negli occhi
Nasconde, preziosa una lacrima
E ora vedo un bimbo rialzarsi
E partire, lontano e incerto,
verso il sole e, dietro,
la spuma del mare, il sapore di mirto,
l’odore di pioggia e nelle mani,
un pizzico di sabbia
preziosa e intima,
a ricordare, ovunque sia,
la via del ritorno.
Battista Andrea Giardini
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