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lunedì 10 agosto 2009

Roseto Capo Spulico-05/08/2009:"La Pineta",lite sullo sgombero





Roseto Capo Spulico: 05/08/2009
Conferenza stampa di chiarimento ,su di una questione di legittimità e di merito, indetta dal sindaco Franco Durso,mercoledì pomeriggio, alla presenza di diversi amministratori,nei locali del comune, nel centro storico. Il tutto parte da una recente ordinanza di sgombero di un’area pubblica sulla quale è ubicato il chiosco “La Pineta”,in marina e di fronte il campo sportivo e gestito da Luigi Ripa. L’area ottenuta in concessione dal Ripa, è da dividere in tre parti: il chiosco (65 mq),lateralmente un campetto di bocce (180mq) e una villetta (540mq), per un totale di 783 mq circa. L’ordinanza di sgombero riguarda l’area della villetta che il gestore usava per servire le consumazioni ai tavoli. Lo scorso 7 luglio la giunta approva e delibera il progetto di ristrutturazione con adeguamento normativo e abbattimento delle barriere architettoniche alla Villa Comunale. Per la cronaca i lavori della villetta risalgono al 1980 ad opera del Consorzio di Bonifica di Trebisacce. Intanto lavori vengono affidati dall’amministrazione ad un’impresa che pochi giorni fa recatosi sul posto è stata impedita dal Ripa di iniziare i lavori. L’amministrazione vuole restituire uno spazio pubblico ai cittadini con un intervento di ristrutturazione mirato. Inoltre da una verifica di tasse e tributi sull’occupazione di suoli pubblici è emerso che il Ripa è moroso per l’80% dell’importo stabilito e sottoscritto nell’atto di concessione. Il primo cittadino inoltre è risentito per la campagna denigratoria dell’immagine dell’amministrazione accusata ingiustamente di “persecuzione politica”messa in campo da un gruppo di persone che lo hanno spinto ad incontrare la stampa per fare chiarezza sulla questione e con documenti alla mano. L’imprenditore Ripa rigetta le accuse e sostiene che il terreno della villetta è del demanio e non del comune,tant’è che il TAR Calabria ha concesso la sospensiva. Addirittura anche l’area su cui insiste il chiosco per una parte è del comune e per una parte è del demanio. Il campetto di bocce,afferma ancora il Ripa,è addirittura di una società privata. Anche l’importo è discutibile ,sostiene il Ripa,perché la tariffa applicata riguarda il mercatino settimanale e non il bar che è stagionale. L’importo ancora non è dovuto al comune perché è stato scomputato dai lavori di manutenzione effettuati negli anni. “Non posso pagare al comune un tributo che spetta al demanio!”afferma il Ripa che ha affidato l’incarico ad un tecnico privato per risalire ai legittimi proprietari delle aree. “Comunque ritengo inopportuno l’inizio dei lavori pubblici il primo di agosto,in piena attività del chiosco,quando il sindaco avrebbe potuto comunicarmi la decisione il 7 di Luglio o aspettare una ventina di giorni ,cioè fine agosto,per iniziare i lavori. I tavoli comunque non ci sono più nello spazio,quello che ho impedito è la costruzione del muro di recinzione tra il chiosco e la villetta”. Al giudice di tribunale l’ardua sentenza.
Franco Lofrano

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