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venerdì 6 agosto 2010

Trebisacce-06/08/2010:Il detto di Socrate.


Il detto di Socrate.

Da quando era arrivato dall’ultima spedizione militare, Socrate ,
nella sua tenda, si massaggiava energicamente le gambe da più di un’
ora.
La sua pelle, prima uniforme nel colore olivastro della sporcizia,
ora appariva rosea come quella di un bimbo,mentre a terra si accumulava
crosta, fango ed ogni lordura.
Ai compagni che, curiosi, lo guardavano,Socrate disse:”Anche la
sporcizia può dare soddisfazione. A toglierla. Essa è la nostra
abitudine che può uniformare la nostra quotidianità come una seconda
pelle e ci dà certezza e ci impedisce a vedere la carne rosea dei
nostri sentimenti e dei nostri pensieri più intimi. O è l’incrostazione
dei nostri errori e della nostra azione, non sempre adeguata alla
nostra volontà e alla nostra intelligenza delle cose. E allora
energicamente togliamo, scrostiamo, laviamo.
Ma si toglie solo ciò che già è presente sul nostro corpo, nella
nostra anima,come avviene per quei alberi robusti che, dopo la tenzone
con la bufera scoppiata improvvisa, si devono togliere rami spezzati, o
uccelli morti impigliati nel loro fogliame che non ha saputo
difenderli.
Ecco: chi non si sporca le mani nell’agire,chi pensa di essere
perfetto in una impossibile innocenza pensando di avere carni rosee
come alla nascita io dico: non proverà mai il dolore nello scrostare la
sporcizia dell’anima; ma non proverà mai il senso del rinnovamento che
ciò gli procura.
L’unica innocenza che ci viene dopo l’Eden è la capacità di
cominciare d’accapo dopo ogni nostra lordura che necessariamente la
vita comporta”
Così disse agli amici curiosi, mentre ormai Santippe, chissà come
aveva fatto quella diavola di donna a corrompere le guardie del campo
che avevano l’obbligo di non fare passare nessun civile, arrivava come
una furia sbraitando contro Socrate.
“Quella” disse Alcibiade sorridendo” o Socrate, non potrai mai
scrostarla come stai facendo con la sporcizia della gamba” e tutti
risero.
“Vero” rispose sereno Socrate” lei mi è stata data per esercitare la
mia pazienza”.
Gianni Mazzei

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