Trebisacce:10/08/2010
Donna anziana costretta a subire un inutile disagio e stress a causa della struttura ospedaliera depotenziata. F.F.,ottantunenne,residente in Trebisacce,lunedì scorso a causa di un bolo alimentare che ostruiva l’esofago è stata costretta ad allertare il servizio 118 ed il locale pronto soccorso dove i sanitari da un primo esame obiettivo decidono per il trasferimento presso il reparto di gastroenterologia del presidio ospedaliero di Cosenza per poter sottoporre la paziente ad un intervento mirato e risolutivo. I gastroenterologi intervengono immediatamente e liberano l’esofago che intanto si era gonfiato e ne consigliano comunque il ricovero per continuare a monitorare la paziente. Si prescrive il ricovero ma dove? Nell’Annunziata non ci sono posti disponibili e rimane al pronto soccorso la responsabilità di dare una risposta alla paziente che intanto continua a essere sballottata da una parte all’altra. Intanto che si decide la destinazione prossima, il sanitario del 118 di Trebisacce chiede al collega gastroenterologo di poter usare gli strumenti medici per procedere a una valutazione personale dello stato di salute della paziente prima di procedere al trasferimento tramite ambulanza,ma il diniego trionfa a scapito della corretta collaborazione. Non ci sono posti letto e il medico di emergenza valuta e decide per il trasferimento e rientro nel reparto di medicina del “G. Chidichimo”. Un calvario che vede impegnata l’anziana donna dalle ore 14,00 alle ore 22,00. L’epilogo ha il lieto fine,ma rimane il fatto che la paziente è stata gestita male. L’anziana donna stanca e visibilmente provata fa rientro e senza pericolo di vita. Si ripropone il solito problema di dover pensare al potenziamento e al ripristino dell’ospedale “G. Chidichimo”,altrimenti si continuerà a parlare di mala sanità e assisteremo ad episodi tristi e sconvenienti che ledono e calpestano, in diversi casi, persino la dignità umana.
Franco Lofrano
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