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Franco Lofrano
mercoledì 11 gennaio 2012
martedì 10 gennaio 2012
Corigliano-10/01/2012:CORIGLIANO RIPARTE DA CICCIOLINA
CORIGLIANO RIPARTE DA CICCIOLINA
“GIOVANI INSIEME PER CORIGLIANO” OFFRE LA CANDIDATURA A SINDACO ALL’ON. ILONA STALLER
Signori concittadini di Corigliano,
siamo un gruppo di ragazzi (solo ragazzi) che siamo nati in questo paese, bello ma distrutto dall’incapacità di tutti quelli che sono andati a sedersi al Comune…. Lo dimostra il fatto che siamo un paese degradato e allo sfascio da tutti i punti di vista e che siamo stati sciolti per infiltrazioni mafiose!
Per ora siamo 15 ma contiamo di crescere e di raggruppare tanti ragazzi che come noi vogliono salvare questo paese. Alcuni di noi sono studenti all’Unical, altri fuori sede in città come Roma, Milano, altri ancora sono disoccupati, altri lavorano anche se la crisi sta rovinando tutti noi e abbiamo tra i 18 e i 35 anni.
Abbiamo costituito nei primi giorni del 2012 un movimento che abbiamo chiamato “Giovani Insieme per Corigliano” per cambiare le sorti del nostro paese alle elezioni del prossimo anno. Abbiamo deciso di aderire come movimento cittadino al Partito dell’Amore e al nuovo Partito dell’Onorevole Ilona Staller (Cicciolina) che si chiamerà D.N.A. Democrazia Natura Amore per chiedere ufficialmente al più presto all’Onorevole Staller la sua candidatura a SINDACO DI CORIGLIANO.
Non ci interessano I giudizi delle persone che hanno rovinato Corigliano e neppure di quei giovani che fanno politica ma sono peggio degli altri. A Corigliano ha fallito sia la destra che il centro che la sinistra e quindi siamo convinti che si può ripartire solo con una persona famosa come la signora Cicciolina che è capace di far conoscere Corigliano in tutto il mondo.
Presto avremo anche un nostro gruppo facebook aperto solo a chi è interessato a sostenere questa rivoluzionaria idea e a metterci la faccia come hanno fatto già a Monza con un gruppo (http://www.facebook.com/groups/270621459654356/) perché a Monza l’Onorevole Ilona Staller si candiderà a sindaco.
CONFIDIAMO NEL VOSTRO AIUTO ,AFFINCHE' CORIGLIANO SIA UNA CITTA’ COSTRUTTIVA,NUOVA ,FATTA DI AMORE E LAVORO PER TUTTI NOI. CHIEDEREMO ALL’ONOREVOLE STALLER UN INCONTRO PER ACCETTARE LA CANDIDATURA E INIZIARE DA SUBITO A LAVORARE!
“GIOVANI INSIEME PER CORIGLIANO” OFFRE LA CANDIDATURA A SINDACO ALL’ON. ILONA STALLER
Signori concittadini di Corigliano,
siamo un gruppo di ragazzi (solo ragazzi) che siamo nati in questo paese, bello ma distrutto dall’incapacità di tutti quelli che sono andati a sedersi al Comune…. Lo dimostra il fatto che siamo un paese degradato e allo sfascio da tutti i punti di vista e che siamo stati sciolti per infiltrazioni mafiose!
Per ora siamo 15 ma contiamo di crescere e di raggruppare tanti ragazzi che come noi vogliono salvare questo paese. Alcuni di noi sono studenti all’Unical, altri fuori sede in città come Roma, Milano, altri ancora sono disoccupati, altri lavorano anche se la crisi sta rovinando tutti noi e abbiamo tra i 18 e i 35 anni.
Abbiamo costituito nei primi giorni del 2012 un movimento che abbiamo chiamato “Giovani Insieme per Corigliano” per cambiare le sorti del nostro paese alle elezioni del prossimo anno. Abbiamo deciso di aderire come movimento cittadino al Partito dell’Amore e al nuovo Partito dell’Onorevole Ilona Staller (Cicciolina) che si chiamerà D.N.A. Democrazia Natura Amore per chiedere ufficialmente al più presto all’Onorevole Staller la sua candidatura a SINDACO DI CORIGLIANO.
Non ci interessano I giudizi delle persone che hanno rovinato Corigliano e neppure di quei giovani che fanno politica ma sono peggio degli altri. A Corigliano ha fallito sia la destra che il centro che la sinistra e quindi siamo convinti che si può ripartire solo con una persona famosa come la signora Cicciolina che è capace di far conoscere Corigliano in tutto il mondo.
Presto avremo anche un nostro gruppo facebook aperto solo a chi è interessato a sostenere questa rivoluzionaria idea e a metterci la faccia come hanno fatto già a Monza con un gruppo (http://www.facebook.com/groups/270621459654356/) perché a Monza l’Onorevole Ilona Staller si candiderà a sindaco.
CONFIDIAMO NEL VOSTRO AIUTO ,AFFINCHE' CORIGLIANO SIA UNA CITTA’ COSTRUTTIVA,NUOVA ,FATTA DI AMORE E LAVORO PER TUTTI NOI. CHIEDEREMO ALL’ONOREVOLE STALLER UN INCONTRO PER ACCETTARE LA CANDIDATURA E INIZIARE DA SUBITO A LAVORARE!
Trebisacce-10/01/2012: L'Assopec informa gli iscritti sul depotenziamento dell'Ospedale
Walter Astorino (Presidente Assopec)
Trebisacce, 9 gennaio 2012
Carissimi amici e colleghi,
in seguito alla deliberazione delle autorità sanitarie calabresi, quindi dell ASP di CS, n°4100, del 29 dicembre 2011, di cui ho preso visione stamane, mi corre l'ingrato compito di informarvi di quanto in essa contenuto, ed in fase di imminente attuazione:
Chiusura del Pronto Soccorso
Chiusura dell'UTIC
Chiusura di Cardiologia
Punto 1 : il Pronto Soccorso sarà chiuso e sostituito da un Punto di Primo Intervento rafforzato, che non è un Pronto Soccorso, ma che potremmo definire suppergiù come una sorta di buona guardia medica h24 con ambulanze.
Solo gli ospedali possono avere un Pronto Soccorso, e per l'Ospedale di Trebisacce è prevista la prossima trasformazione in "Casa della Salute", che NON E' UN OSPEDALE.
Nella delibera si parla, appunto, di Punto di Primo Intervento. Non è possibile avere un Pronto Soccorso senza Cardiologi, Anestesisti ecc.. Non può esistere un Pronto Soccorso senza Ospedale.
Punto 2 : Non sarà più possibile il pronto intervento su infarti, angine ecc. Trattandosi della cura di patologie cardiache acute, dove la velocità d'intervento è questione di vita o di morte, questa scelta del governo calabrese significa una poco accorta e superficiale considerazione della della nostra stessa vita e di quella dei nostri cari, per tutto l'Alto Jonio.
Punto 3 : Non sarà più possibile il controllo dei pazienti già infartuati, nè la prevenzione e l'approfondimento diagnostico delle malattie cardiache.
TREBISACCE TORNA INDIETRO DI 30 ANNI
Conclusioni :
La decisione presa dal governo calabrese (DPGR 135) è di chiudere l'Ospedale di Trebisacce, e di trasformarlo in "Casa della Salute".
Pian piano, pezzo dopo pezzo, il governo calabrese sta smobilitando tutto, con interventi diluiti nel tempo, e quindi di per sé poco eclatanti, se non considerati nell'insieme.
La principale struttura sanitaria dell'Alto Jonio, ossia l'Ospedale di Trebisacce, è in fase di smantellamento.
In base ai documenti attualmente in essere, il programma è il seguente:
Entro pochi giorni i reparti sopra indicati saranno chiusi.
Entro pochi mesi TUTTO l'Ospedale sarà chiuso.
In seguito l'ex Ospedale sarà sostituito da una "Casa per la Salute".
La regione calabria risparmierà qualcosa con la chiusura di Trebisacce?
Probabilmente NO.
I dipendenti sono stati semplicemente spostati, quindi le spese per gli stipendi restano invariate.
La struttura dell'Ospedale è di proprietà, quindi non si risparmiano fitti.
La mobilità dei pazienti verso la Basilicata è aumentata, quindi sono aumentate le spese per la calabria.
MA ALLORA QUALI SONO LE LOGICHE ADOTTATE DALLA CALABRIA, CHE STANNO PORTANDO ALL'ABBANDONO LA NOSTRA TERRA ?
PERCHE' SI MANTENGONO APERTI GLI OSPEDALI DI ROSSANO E CORIGLIANO, A 10 KM L'UNO DALL'ALTRO, E SI DISTRUGGE TREBISACCE E L'ALTO JONIO?
PERCHE' LA PROVINCIA DI COSENZA NON HA NEANCHE UN SOLO OSPEDALE GENERALE, QUANDO LE ALTRE PROVINCE (REGGIO CALABRIA ECC.) NE HANNO DUE, OLTRE A TUTTI GLI ALTRI OSPEDALI ?
PERCHE' SI CHIUDE L'UNITA' CORONARICA DI TREBISACCE, VELOCEMENTE RAGGIUNGIBILE PERCHE' OTTIMAMENTE DISLOCATA IN PIANURA, E SI PROVA A TRASFERIRLA IRRAZIONALMENTE A CASTROVILLARI, IN MONTAGNA ?
PERCHE' SI NEGA A TREBISACCE ED ALL'ALTO JONIO L'OPPORTUNITA' DI SOPRAVVIVERE, CRESCERE ED EVOLVERSI ?
PERCHE' NELL'ALTO JONIO LA DOTAZIONE DI POSTI LETTO OGNI 1000 ABITANTI E' AL DI SOTTO DEI LIMITI ?
PERCHE' LA REGIONE CALABRIA, IN ULTIMA ANALISI, CI TRATTA NEI FATTI, COME CITTADINI DI "SERIE B" ?
Amici e colleghi,
vi invito ad una seria ed approfondita riflessione personale sulle gravi ingiustizie che noi, le nostre famiglie ed il nostro popolo stiamo subendo.
Resto a disposizione di voi tutti.
Walter Astorino
--
ASSOPEC Trebisacce
Associazione Operatori Economici
|||||||| assopectrebisacce@gmail.com ||||||||
domenica 8 gennaio 2012
Rocca Imperiale-09/01/2012: Cercasi attori,attrici,ballerini....
Provini per “ L’Orlando Furioso” al Castello Svevo di Rocca Imperiale (Cs)
La società di produzione “Tappeto Volante“ in collaborazione con il progetto artistico “P-assaggi sonori”, in vista della realizzazione dello spettacolo teatrale dal titolo “ L’Orlando Furioso “ diretto da Domenico Maria Corrado, che andrà in scena a partire da marzo 2012 presso il Castello Svevo di Rocca Imperiale (Cs) cerca: attori, attrici, cantanti, ballerini, ballerine, cantastorie, mimi, acrobati e giocolieri, preferibilmente residenti nelle province di Cosenza, Matera, Potenza, Taranto e Bari, da inserire nell’organico artistico.
Inviare curriculum e 2 foto ( figura intera e primo piano) all’indirizzo info@p-assaggisonori.it entro il 20 gennaio prossimo.
La società di produzione “Tappeto Volante“ in collaborazione con il progetto artistico “P-assaggi sonori”, in vista della realizzazione dello spettacolo teatrale dal titolo “ L’Orlando Furioso “ diretto da Domenico Maria Corrado, che andrà in scena a partire da marzo 2012 presso il Castello Svevo di Rocca Imperiale (Cs) cerca: attori, attrici, cantanti, ballerini, ballerine, cantastorie, mimi, acrobati e giocolieri, preferibilmente residenti nelle province di Cosenza, Matera, Potenza, Taranto e Bari, da inserire nell’organico artistico.
Inviare curriculum e 2 foto ( figura intera e primo piano) all’indirizzo info@p-assaggisonori.it entro il 20 gennaio prossimo.
Trebisacce-08/01/2012:Per il Coordinamento delle associazioni occorre un progetto per un ospedale generale dell'Alto Jonio
L’attuale pacchetto sanitario (D.R. 18-106-135) confezionato cinicamente per la popolazione della fascia jonica cosentina dal Presidente Scopelliti e da alcuni suoi referenti tecnici è una bomba ad orologeria che prima o poi scoppierà e farà dei grossi danni. Saranno guai seri per i pazienti (decessi), per i medici, facili capri espiatori, e per i politici responsabili di una programmazione irresponsabile.
La magistratura avrà il suo gran da fare ed i parenti delle vittime avranno documenti a iosa per dimostrare che la salute dei loro cari è stata sacrificata alla Ragion di Stato Regionale. Le colpe dei dissipatori delle risorse sanitarie passate si saranno diluite nel tempo ma quelle degli scempi attuali saranno ben chiare ed avranno nome e cognome che saranno ricordati, in negativo, nella memoria collettiva.
Fra questi, forse, si salveranno, almeno con la coscienza, quanti a vario titolo hanno prodotto decine di documenti e proposte per dimostrare le gravi problematiche sanitarie che investono tutta la fascia Jonica, da Rocca Imperiale a Cariati, nella speranza di far ragionare i “tecnici” di Catanzaro senza riuscirci. Tutti i documenti prodotti hanno dimostrato una grave fragilità dell’assistenza in particolare per la fascia jonica dove si è evidenziato una grave carenza di posti letto e chiare difficoltà a garantire l’emergenza medica e chirurgica. Il Gotha della Sanità regionale come risposta, in data 21.12.2011, ha prodotto il decreto 135 sulle Case della Salute, un pannicello caldo per curare un territorio in coma. Un territorio dove chi sarà colpito da infarto del miocardio o da ictus o da urgenza chirurgica non avrà sicuramente l’assistenza adeguata e rispetto alla gran parte dei cittadini italiani sarà penalizzato per tutta la vita. Ciò capiterà a ricchi e poveri, a politici e tecnici che si troveranno da queste parti e a quelle migliaia di turisti che d’estate duplicheranno la popolazione dei residenti. Sarà difficile spiegare a chi è abituato ad altri sistemi sanitari la malasanità programmata nell’Alto Jonio e saranno dolori per le casse regionali. Del resto oggi, in tempi di “bassa stagione”, se è difficile persino donare il sangue, figurarsi riceverlo in “alta stagione”…
Verrebbe da dire “Boia chi molla” per la difesa della nostra salute o fatalisticamente “Ve lo avevamo detto” ma preferiamo invitare il Commissario Scopelliti ed i suoi tecnici a una maggiore onestà intellettuale e a riparare gli errori compiuti. Siamo convinti, purtroppo, che ne hanno coscienza e se d’altra parte ci sono stati altri ripensamenti significa che il decreto 18/10 non è vangelo, ma semplicemente un piano redatto a tavolino da gente che non conosce la dura realtà territoriale ed ignora cosa significhi garantire l’emergenza-urgenza dalle nostre parti. Facile far quadrare i conti sulla pelle degli altri, su chi, peraltro, nella gestione della propria vecchia USL era in attivo.
C’è da dire inoltre che mentre si chiudono Ospedali strategici (per la mobilità passiva e per il bacino di utenza) come Trebisacce e Praia, si continua a mantenere tre Ospedali a distanza di meno di 20 Km l’uno dall’altro, oppure Ospedali fotocopia a meno di otto Km solo perché c’è qualche santo in paradiso.
L’ANMCO (Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri), in un documento ufficiale, ha ben evidenziato come, a differenza della fascia tirrenica (Belvedere), sulla fascia Jonica ci sarebbe la necessità di una emodinamica su Rossano, a garanzia di tutta la Sibaritide e l’Alto Jonio, dove è stata individuata una grave carenza specie per le urgenze cardiovascolari .
Neanche le ultime garanzie da parte delle autorità sanitarie regionali e provinciali al Sindaco di Trebisacce ed a noi Associazioni saranno in grado di garantire l’emergenza vera, perché il calcolo delle distanze e dei tempi parte da Rocca Imperiale, da Alessandria del Carretto e da San Lorenzo Bellizzi, non da Trebisacce.
Il Coordinamento delle Associazioni di Trebisacce, denuncia che l’unica soluzione possibile è quella di sostenere il progetto di un “ Ospedale generale dell’Alto Jonio”, in rete con gli Spoke vicini, poiché un ospedale è tale solo se ha una sala operatoria; e per questo se il problema è economico, noi siamo pronti per una raccolta fondi finalizzata alla ristrutturazione delle sale operatorie ingiustamente dismesse.
Nell’Alto Jonio c’è il bacino di utenza che può sostenere un ospedale generale (da 40.000 a 150.000 abitanti); che garantirebbe le risposte appropriate per gli interventi di urgenza-emergenza, che non sarebbero per nulla garantiti con un Ospedale Distrettuale/CAPT/Casa della salute. L’attuale Ministro della Salute, già sollecitato pochi giorni fa da una bella lettera di Mario Marino, non legga solo i freddi tabulati dell’Agenas ma faccia un viaggio nell’Alto Jonio, fra le nostre montagne e la nostra dimenticata gente e non si fermi in realtà calabresi dove l’urgenza cardiovascolare viene garantita, in contemporanea, da tre cardiologie e due cardiochirurgie.
Il Coordinamento di oltre 20 Associazioni a Trebisacce
La magistratura avrà il suo gran da fare ed i parenti delle vittime avranno documenti a iosa per dimostrare che la salute dei loro cari è stata sacrificata alla Ragion di Stato Regionale. Le colpe dei dissipatori delle risorse sanitarie passate si saranno diluite nel tempo ma quelle degli scempi attuali saranno ben chiare ed avranno nome e cognome che saranno ricordati, in negativo, nella memoria collettiva.
Fra questi, forse, si salveranno, almeno con la coscienza, quanti a vario titolo hanno prodotto decine di documenti e proposte per dimostrare le gravi problematiche sanitarie che investono tutta la fascia Jonica, da Rocca Imperiale a Cariati, nella speranza di far ragionare i “tecnici” di Catanzaro senza riuscirci. Tutti i documenti prodotti hanno dimostrato una grave fragilità dell’assistenza in particolare per la fascia jonica dove si è evidenziato una grave carenza di posti letto e chiare difficoltà a garantire l’emergenza medica e chirurgica. Il Gotha della Sanità regionale come risposta, in data 21.12.2011, ha prodotto il decreto 135 sulle Case della Salute, un pannicello caldo per curare un territorio in coma. Un territorio dove chi sarà colpito da infarto del miocardio o da ictus o da urgenza chirurgica non avrà sicuramente l’assistenza adeguata e rispetto alla gran parte dei cittadini italiani sarà penalizzato per tutta la vita. Ciò capiterà a ricchi e poveri, a politici e tecnici che si troveranno da queste parti e a quelle migliaia di turisti che d’estate duplicheranno la popolazione dei residenti. Sarà difficile spiegare a chi è abituato ad altri sistemi sanitari la malasanità programmata nell’Alto Jonio e saranno dolori per le casse regionali. Del resto oggi, in tempi di “bassa stagione”, se è difficile persino donare il sangue, figurarsi riceverlo in “alta stagione”…
Verrebbe da dire “Boia chi molla” per la difesa della nostra salute o fatalisticamente “Ve lo avevamo detto” ma preferiamo invitare il Commissario Scopelliti ed i suoi tecnici a una maggiore onestà intellettuale e a riparare gli errori compiuti. Siamo convinti, purtroppo, che ne hanno coscienza e se d’altra parte ci sono stati altri ripensamenti significa che il decreto 18/10 non è vangelo, ma semplicemente un piano redatto a tavolino da gente che non conosce la dura realtà territoriale ed ignora cosa significhi garantire l’emergenza-urgenza dalle nostre parti. Facile far quadrare i conti sulla pelle degli altri, su chi, peraltro, nella gestione della propria vecchia USL era in attivo.
C’è da dire inoltre che mentre si chiudono Ospedali strategici (per la mobilità passiva e per il bacino di utenza) come Trebisacce e Praia, si continua a mantenere tre Ospedali a distanza di meno di 20 Km l’uno dall’altro, oppure Ospedali fotocopia a meno di otto Km solo perché c’è qualche santo in paradiso.
L’ANMCO (Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri), in un documento ufficiale, ha ben evidenziato come, a differenza della fascia tirrenica (Belvedere), sulla fascia Jonica ci sarebbe la necessità di una emodinamica su Rossano, a garanzia di tutta la Sibaritide e l’Alto Jonio, dove è stata individuata una grave carenza specie per le urgenze cardiovascolari .
Neanche le ultime garanzie da parte delle autorità sanitarie regionali e provinciali al Sindaco di Trebisacce ed a noi Associazioni saranno in grado di garantire l’emergenza vera, perché il calcolo delle distanze e dei tempi parte da Rocca Imperiale, da Alessandria del Carretto e da San Lorenzo Bellizzi, non da Trebisacce.
Il Coordinamento delle Associazioni di Trebisacce, denuncia che l’unica soluzione possibile è quella di sostenere il progetto di un “ Ospedale generale dell’Alto Jonio”, in rete con gli Spoke vicini, poiché un ospedale è tale solo se ha una sala operatoria; e per questo se il problema è economico, noi siamo pronti per una raccolta fondi finalizzata alla ristrutturazione delle sale operatorie ingiustamente dismesse.
Nell’Alto Jonio c’è il bacino di utenza che può sostenere un ospedale generale (da 40.000 a 150.000 abitanti); che garantirebbe le risposte appropriate per gli interventi di urgenza-emergenza, che non sarebbero per nulla garantiti con un Ospedale Distrettuale/CAPT/Casa della salute. L’attuale Ministro della Salute, già sollecitato pochi giorni fa da una bella lettera di Mario Marino, non legga solo i freddi tabulati dell’Agenas ma faccia un viaggio nell’Alto Jonio, fra le nostre montagne e la nostra dimenticata gente e non si fermi in realtà calabresi dove l’urgenza cardiovascolare viene garantita, in contemporanea, da tre cardiologie e due cardiochirurgie.
Il Coordinamento di oltre 20 Associazioni a Trebisacce
Trebisacce-08/01/2012:NECESSITA’ DI UNA EFFICACE DIFESA PERSONALE (di Raffaele Burgo)
NECESSITA’ DI UNA EFFICACE DIFESA PERSONALE
Purtroppo viviamo in una società violenta, dove per un nonnulla si diventa aggressivi, cattivi, non rispettosi del prossimo, quindi è fondamentale sapersi difendere da eventuali pericoli in maniera efficace, istintiva, reale.
Bisogna diffidare da chi promette miracoli in una settimana, in un mese, attraverso corsi intensivi o quant’altro, infatti per imparare a difendersi efficacemente sono necessari impegno, costanza, serietà, capacità di adattarsi all’ambiente circostante e ad ogni oggetto che ci si trova a maneggiare, che potrebbe diventare in mani esperte una vera e propria arma.
Inoltre, importantissimo comprendere che è fondamentale l’aspetto mentale, in quanto la difesa reale da strada non è quella che si pratica in palestra, quindi dinanzi al proprio istruttore o al compagno, certi che non ti faranno mai del male realmente, ma la vera difesa è quella che ci si potrebbe ritrovare ad utilizzare in mezzo alla strada, in ambienti ostili, dinanzi ad energumeni che non rispettano né la propria vita e né quella altrui.
In questi casi è necessario adattarsi alle varie situazioni e ciò è possibile attraverso un impegnativo training, non soltanto fisico ma anche mentale, infatti prima di tutto è opportuno apprendere come si può gestire la paura che, inevitabilmente, ci assale in caso di pericolo.
Proteggere la nostra incolumità, reagire innanzitutto alle paure ed imparare ad attingere alle nostre risorse fisiche e mentali in ogni condizione di potenziale pericolo, per questo è stato concepito il sistema Tactical Defense of Krav Maga. E’ un’educazione al pericolo: (minacce esterne e controllo emotivo), un training fisico e mentale che permette a chiunque di imparare a gestire situazioni di rischio. E’ un metodo di difesa basato sulla realtà e sulla immediata e concreta necessità di fornire risposte a situazioni che rivestono il carattere della imprevedibilità e, in quanto tale, si occupa anche delle possibili conseguenze di tipo giuridico. Infatti, è di fondamentale importanza imparare a difendersi rimanendo nella sfera di tutela offerta dalle norme di legge, al fine di evitare incresciosi strascichi legali. Lo scopo è quello di imparare a tutelarsi a 360°, conoscendo se stessi e le potenzialità anche nascoste che sono offerte perfino nelle peggiori situazioni, con un allenamento fisico di base che ha fatto dell’efficacia e della semplicità i suoi principali obiettivi. Si può affermare, infine, che data la sua semplicità d’esecuzione e di preparazione il metodo, almeno ai livelli di base, è indicato per tutti coloro i quali vogliano sentirsi in grado di affrontare con fermezza, decisione e sicurezza le possibili situazioni di pericolo che dovessero presentarsi. E’ stato dimostrato che solo un’adeguata educazione alla reazione permette di agire nel pieno della lucidità, con la costante ed esatta consapevolezza della realtà, delle proprie azioni, reazioni e possibilità. I corsi insegnano a gestire stress e panico e ad utilizzare nel migliore dei modi tutti gli strumenti di cui disponiamo. I corsi sono composti di: pratica e didattica degli elementi fondamentali e base del sistema; teoria e metodologia dell’allenamento: analisi generale e specifica del gesto tecnico e dei suoi presupposti fisici e funzionali; elementi e pratica di primo soccorso; elementi di diritto penale e civile; psicologia generale e sociale.
Obiettivi principali della difesa personale reale sono:
Imparare a difendersi dalle aggressioni
Salvaguardare la propria incolumità
Neutralizzare rapidamente ed efficacemente l'aggressore
Gestire in maniera rapida e ottimale situazioni impreviste
Imparare a reagire anche in condizioni di forte stress emotivo e fisico
Imparare ad utilizzare l'ambiente circostante a proprio vantaggio
Ecco, pensiamo possa essere interessante, oltreché utile e necessario, istituire dei corsi di difesa personale, anche per sole ragazze, maggiormente esposte a rischi incontrollabili, magari attraverso progetti scolastici oppure organizzati dal Comune, così come avviene in moltissime città, dove stanno riscuotendo notevoli successi.
RAFFAELE BURGO
Purtroppo viviamo in una società violenta, dove per un nonnulla si diventa aggressivi, cattivi, non rispettosi del prossimo, quindi è fondamentale sapersi difendere da eventuali pericoli in maniera efficace, istintiva, reale.
Bisogna diffidare da chi promette miracoli in una settimana, in un mese, attraverso corsi intensivi o quant’altro, infatti per imparare a difendersi efficacemente sono necessari impegno, costanza, serietà, capacità di adattarsi all’ambiente circostante e ad ogni oggetto che ci si trova a maneggiare, che potrebbe diventare in mani esperte una vera e propria arma.
Inoltre, importantissimo comprendere che è fondamentale l’aspetto mentale, in quanto la difesa reale da strada non è quella che si pratica in palestra, quindi dinanzi al proprio istruttore o al compagno, certi che non ti faranno mai del male realmente, ma la vera difesa è quella che ci si potrebbe ritrovare ad utilizzare in mezzo alla strada, in ambienti ostili, dinanzi ad energumeni che non rispettano né la propria vita e né quella altrui.
In questi casi è necessario adattarsi alle varie situazioni e ciò è possibile attraverso un impegnativo training, non soltanto fisico ma anche mentale, infatti prima di tutto è opportuno apprendere come si può gestire la paura che, inevitabilmente, ci assale in caso di pericolo.
Proteggere la nostra incolumità, reagire innanzitutto alle paure ed imparare ad attingere alle nostre risorse fisiche e mentali in ogni condizione di potenziale pericolo, per questo è stato concepito il sistema Tactical Defense of Krav Maga. E’ un’educazione al pericolo: (minacce esterne e controllo emotivo), un training fisico e mentale che permette a chiunque di imparare a gestire situazioni di rischio. E’ un metodo di difesa basato sulla realtà e sulla immediata e concreta necessità di fornire risposte a situazioni che rivestono il carattere della imprevedibilità e, in quanto tale, si occupa anche delle possibili conseguenze di tipo giuridico. Infatti, è di fondamentale importanza imparare a difendersi rimanendo nella sfera di tutela offerta dalle norme di legge, al fine di evitare incresciosi strascichi legali. Lo scopo è quello di imparare a tutelarsi a 360°, conoscendo se stessi e le potenzialità anche nascoste che sono offerte perfino nelle peggiori situazioni, con un allenamento fisico di base che ha fatto dell’efficacia e della semplicità i suoi principali obiettivi. Si può affermare, infine, che data la sua semplicità d’esecuzione e di preparazione il metodo, almeno ai livelli di base, è indicato per tutti coloro i quali vogliano sentirsi in grado di affrontare con fermezza, decisione e sicurezza le possibili situazioni di pericolo che dovessero presentarsi. E’ stato dimostrato che solo un’adeguata educazione alla reazione permette di agire nel pieno della lucidità, con la costante ed esatta consapevolezza della realtà, delle proprie azioni, reazioni e possibilità. I corsi insegnano a gestire stress e panico e ad utilizzare nel migliore dei modi tutti gli strumenti di cui disponiamo. I corsi sono composti di: pratica e didattica degli elementi fondamentali e base del sistema; teoria e metodologia dell’allenamento: analisi generale e specifica del gesto tecnico e dei suoi presupposti fisici e funzionali; elementi e pratica di primo soccorso; elementi di diritto penale e civile; psicologia generale e sociale.
Obiettivi principali della difesa personale reale sono:
Imparare a difendersi dalle aggressioni
Salvaguardare la propria incolumità
Neutralizzare rapidamente ed efficacemente l'aggressore
Gestire in maniera rapida e ottimale situazioni impreviste
Imparare a reagire anche in condizioni di forte stress emotivo e fisico
Imparare ad utilizzare l'ambiente circostante a proprio vantaggio
Ecco, pensiamo possa essere interessante, oltreché utile e necessario, istituire dei corsi di difesa personale, anche per sole ragazze, maggiormente esposte a rischi incontrollabili, magari attraverso progetti scolastici oppure organizzati dal Comune, così come avviene in moltissime città, dove stanno riscuotendo notevoli successi.
RAFFAELE BURGO
Trebisacce-08/01/2011: Passione e Sacrificio ( di Raffaele Burgo)
PASSIONE E SACRIFICIO
Quando, qualche anno addietro, ho avuto la fortuna di conoscere Vincenzo Filazzola, divenuto in seguito mio allievo prediletto, ero titubante sul fatto di fare da personal trainer nello studio del Kung Fu Tradizionale, infatti il programma era lunghissimo e durissimo, per cui temevo che la giovane età potesse rappresentare un limite al proseguimento della pratica.
Il mio amico e Grandmaster Pietro Benito Vittorio Lo Prete, che ha curato la parte mentale dello studio di Vincenzo, cercava di convincermi circa la bontà del progetto, quindi dopo vari tentennamenti, ho accettato questa sfida: fare da personal trainer ad un giovane volenteroso ed appassionato, nei tradizionali allenamenti del Kung Fu, sia per quanto riguarda gli stili esterni che quelli interni.
Un discorso globale, impegnativo, fatto di sacrifici, impegno, durezza sia fisica che mentale.
Cosa dire dopo gli ultimi anni di pratica? Soltanto un grazie a Piero e un grazie a Vincenzo.
Ho avuto la fortuna di istruire un giovane che mi ha dato soddisfazioni indicibili, sia a livello tecnico che umano, un giovane molto più maturo della sua età, una persona straordinaria per impegno e risultati acquisiti.
Nella mia attività di Maestro ho avuto la possibilità di allenare migliaia di allievi, sia in Italia che all’estero, ma posso affermare, senza tema di essere smentito, che un allievo come Vincenzo Filazzola è molto difficile che si trovi, infatti ha dimostrato enormi capacità di memorizzazione( ha dovuto apprendere circa duecento Forme a mano nuda, ognuna delle quali composta da tantissimi movimenti e tecniche; circa cinquanta Forme con armi antiche, quali spada, sciabola, bastone, bastone snodato a due pezzi, lancia, coltelli a farfalla; svariate tecniche di difesa personale da strada; sistemi esterni ed interni; lavoro sullo sviluppo dell’energia interiore; lingua e scrittura cinese), di educazione e rispetto nei confronti degli Insegnanti e della disciplina, di forza di volontà e abnegazione.
Tra l’altro, nel rispetto pieno della tradizione marziale orientale, è riuscito a portare i princìpi connessi con la pratica alla vita di tutti i giorni, quindi nei rapporti con la famiglia e nella scuola, dove ha avuto la grande soddisfazione di diplomarsi con il massimo dei voti ed entrare, successivamente, alla Facoltà di Ingegneria, superando i vari test con grande fluidità.
Ricordo ancora con emozione i duri allenamenti ai quali si è sottoposto, a volte anche in condizioni fisiche non ottimali, magari per un malanno di stagione o per un infortunio, ma sempre senza mostrare segni di insofferenza o di non volontà, anzi mostrando ogni volta quella sana passione che lo ha portato, in seguito, a raggiungere notevoli risultati.
Ha avuto la soddisfazione di essere premiato dal Coni Provinciale nel corso di una manifestazione presso il Cinema Teatro Gatto, alla presenza di importanti autorità, esibendosi anche in una suggestiva dimostrazione a mano nuda, con armi e di difesa personale (il tutto con una distorsione alla caviglia).
Il giorno degli esami federali per il conseguimento dell’agognata cintura nera eravamo tutti emozionati, perché dopo anni di duro lavoro, avrebbe raggiunto un risultato importante, che nelle arti marziali tradizionali non è un traguardo ma un inizio, in quanto ti apre le porte ad una conoscenza più profonda non solo della tecnica ma di sé stessi.
I vecchi Maestri cinesi dicono :”Anche dopo ottanta anni di pratica si salirà soltanto il primo gradino del grande Palazzo delle Arti Marziali”, ciò a significare che l’apprendimento non finisce mai, ma ci sarà sempre qualcosa da imparare.
Non possiamo non ricordare il fatto che è stato sempre pienamente appoggiato ed incoraggiato dalla famiglia, ad iniziare dalla mamma Dottoressa Rosa Viafora, dal papà Pasquale, dalla sorella Anna, dai nonni, dagli zii, dai cugini, sempre presenti.
Nei giorni scorsi ha avuto la grande soddisfazione di essere inserito quale Lifemembership (Membro a vita) nell’ambito della Federazione Internazionale, settore Kung Fu Wushu.
Semper ad maiora!
RAFFAELE BURGO
sabato 7 gennaio 2012
Trebisacce-07/01/2012: Blitz a Cortina (di Gianni Mazzei)
Parto dal presupposto che in uno stato democratico il Parlamento fa le
leggi, il governo dirama circolari e poi la pubblica amministrazione,
nei vari ambiti, controlla se vengono applicate.
Ora, l'evasione è un
problema annoso specie in Italia, presente,come fenomeno di malcostume,
sia con governi di sinistra sia con governi di destra.
Se prima
dell'altro ieri non c'è stato un episodio così eclatante come quello di
Cortina( lodato dal premier Monti), ciò da spazio a due riflessioni:
1)
la pubblica amministrazione è,come forma mentis, succube del governo,
altrimenti avremmo avuto anche prima e non solo ora ,in modo e
episodico e propagandistico , un atteggiamento rigoroso e attento
sull'evasione, visto che normative e leggi ci sono,
2) è pericoloso
d'altra parte questo episodio, non per quello che dice la destra o il
Sindaco di Cortina ( Cicero pro domo sua), ma perchè fa capire che pur
essendo l'Italia formalmente una democrazia , gli apparati dello stato
sono sensibili a decisioni politiche al di là dalla legge che è l'unico
orizzonte( o dovrebbe essere) per tutti, legislatore e popolo.
In una
democrazia sana non si vive di umori per placare il giusto risentimento
del popolo, ma di sobrietà e di rigore.
Monti avrebbe fatto bene come
inizio del suo governo intaccare privilegi di potentati e delle caste,
compresa quella politica , e non fermarsi ad azione dimostrativa che sa
più di demagogia che di democrazia. L'umore è una cosa pericolosa,
attiguo a situazioni illiberali( Mussolini diceva di voler suscitare
emozioni); la democrazia ha bisogno di raziocinio, rispetto della
verità e della Costituzione.
gianni mazzei
trebisacce
COMMENTO:
Confesso il mio scarso entusiasmo ad intervenire nel dibattito sulle polemiche scatenate dai controlli fiscali dei giorni scorsi a Cortina d'Ampezzo; ma amici, colleghi e lettori del nostro foglio sindacale mi costringono a scrivere qualche riga su quest'episodio.
Concordo anch'io con quanti affermano che l'operazione del personale delle Agenzie delle Entrate e delle Fiamme Gialle ha avuto l'aspetto di una "display determination", di una dimostrazione di fermezza sulla falsariga delle esercitazioni a politica attiva che venivano gestite dal Comando Nato delle FTASE di Verona quando questi era operativo (ed una di queste esercitazioni, che si svolgeva a settembre, era appunto la "dispaly determination". Nelle esercitazioni a politica attiva veniva - e viene - caldeggiata la presenza dei rappresentanti degli organi di informazione); detto questo, i controlli fiscali sono doverosi e vanno fatti senza soluzione di continuità.
Quanto poi alle lamentele del sindaco di Cortina o del presidente della Regione Veneto, ritengo che quando saranno aperti negozi di ultralusso nel comune scaligero dove risiedo (Lavagno) o in quello di montagna di cui è originaria mia moglie (Giazza di Selva di Progno) o in quello dell'Alto Jonio consentino che ha dato i natali ai miei genitori (Villapiana), si debbano effettuare i controlli anche lì, magari con una Guardia di finanza smilitarizzata ed ancor più professionalizzata nel settore della polizia tributaria; ma fino ad allora, anche se mi piace poco, ben venga una "display determination" fiscale laddove lavorino bottegai affetti da "Alzheimer localizzato e momentaneo", nel senso che non ricordano di battere lo scontrino quando devono.
Antonio MAZZEI
Trebisacce-07/01/2012: Vincenzo Filazzola membro a vita della Federazione Mondiale Arti Marziali Tradizionali
Castrovillari-07/01/2012:L’ABBRACCIO SOLIDALE DI CASTROVILLARI ALLA TERRA SANTA

COMUNICATO STAMPA
L’ABBRACCIO SOLIDALE DI CASTROVILLARI ALLA TERRA SANTA
La logopedista, Giovanna D’Ingianna, tutor di un progetto di sviluppo con una giovane
palestinese, nominata nel comitato scientifico della Fondazione Giovanni Paolo II
Castrovillari 06/01/2012
Un modello organizzativo e socio sanitario da esportare per la sua valenza. Il Riabil center, della
dottoressa Giovanna D’Ingianna, è stato la culla di formazione per una giovane logopedista
palestinese, Hiyam Andon, di ventisette anni, laureata presso l’Università degli studi di
Perugia, e che da pochi mesi ha dato vita a Betlemme, all’Hiyam Riabil Center. Una
struttura sanitaria di fatto cesellata sul modello organizzativo e sanitario appreso a Castrovillari, sotto
il tutoraggio della logopedista Giovanna D’ingianna, in questo percorso di solidarietà e condivisione
di modelli operativi positivi che sono valsi, tra l’altro, alla professionista castrovillarese la nomina, lo
scorso 19 dicembre 2011, nel Comitato scientifico della Fondazione “Giovanni
Paolo II”. L’avventura delle due logopediste inizia ad agosto dello scorso anno, quando, la fondazione
nata nel 2007 e con sede in Toscana per promuovere il dialogo, la cooperazione e lo sviluppo
come risultante di un impegno decennale delle Diocesi di Fiesole e di Montepulciano-
Chiusi-Pienza, unitamente ad altre Diocesi toscane e italiane, in favore dei Paesi del Medio
Oriente e del Mediterraneo, contatta, attraverso la dottoressa Mariella Sturniolo, la
struttura castrovillarese per offrire una sede di tutoraggio alla formazione professionale e organizzativa
della giovane dottoressa palestinese. La volontà è quella di offrirle un modello di riferimento
italiano per capire come realizzare il suo progetto socio assistenziale nella Terra Santa. Hiyam
Andon ha il sogno di far nascere a Betlemme un centro logopedico per bambini autistici con disturbi
del linguaggio che si offra come spazio “libero” per le cure delle popolazioni di ogni credo e cultura
in quel contesto difficile. Per due settimane è ospite del Riabil Center di Castrovillari, sotto la stretta
cura di Giovanna D’Ingianna, dove ritornerà a breve tra qualche mese per completare il suo periodo
di tirocinio ed apprendimento. Hiyam torna nella sua terra e dà vita al centro che per anni è stato il
suo sogno. Ma per la dottoressa D’Ingianna, da sempre impegnata nel campo sanitario, e con una
sensibilità a progetti in campo sociale, arriva il prestigioso riconocimento, a sottolineare la sua attenzione
e disponibilità alla solidarietà tra e per i popoli della Terra Santa. E’ il presidente della Fondazione
“Giovanni Paolo II”, mons. Luciano Giovannetti, vescovo Emerito di Fiesole, che a
fine 2011, le scrive ufficialmente annunciando che «il Consiglio di Amministrazione della Fondazione
"Giovanni Paolo II - dialogo, cooperazione, sviluppo" nella seduta del 19/12/2011, ha deliberato il Suo
ingresso nel Comitato Scientifico della medesima. La Sua disponibilità ed il Suo lavoro per tutti noi
preziosi e fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi Statutari della Fondazione verso la quale
si registrano continue e significative manifestazioni di interesse e notevoli attese, in particolare in
regioni del mondo come la Terrasanta, il Medio Oriente ed il Mediterraneo, ora più che mai bisognosi
di attenzione e di impagno particolare». Per la D’Ingianna oltre che un «un riconoscimento personale
che mi ha procurato profonda commozione» la nomina «può e deve rappresentare un
momento di crescita per la città intera che, con la mia presenza nella fondazione, può davvero
costruire quel ponte di collegamento con una terra tanto particolare quanto bisognosa di vicinanza
e solidarietà».
Trebisacce-06/01/2012:Le Arti Marziali sono fondamentalmente la pratica di auto-educazione.(di Raffaele Burgo)

E’ da tempo che avremmo voluto scrivere questo umile articolo per sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni scolastiche, le famiglie, la politica e le varie Associazioni sulla necessità dello sviluppo delle Arti Marziali Tradizionali e sulla loro valenza educativa.
Oltre a Calcio, Volley, Basket, Atletica Leggera (discipline nobili e meritevoli del massimo rispetto), esistono anche le Arti Marziali che, tra l’altro, in giro per il mondo hanno portato alto il nome di Trebisacce, grazie al nostro umile e modesto contributo e grazie alle gesta di praticanti impegnati in un durissimo lavoro di promozione internazionale.
Ma, lasciando da parte i successi delle nostre discipline in tutto il mondo, con conseguente prestigio per la nostra cittadina, vorremmo soffermarci sulla valenza educativa e pedagogica di queste discipline e, pensiamo, che in questa epoca priva di valori etici, la pratica di discipline atte al rispetto reciproco, sia opportuna.
Le Arti Marziali sono fondamentalmente la pratica di auto-educazione. Non è un’altra persona che ci educa, ma noi stessi.
Riflettendo su quello che accade dentro noi stessi durante la pratica, noi possiamo confrontarci con l’energia che passa nel nostro corpo. Noi capiremo poco a poco e concretamente che la pratica tecnica è inseparabile dal nostro stato mentale e che per eccellere in tecnica occorre rinforzare lo spirito. Lavorando con il nostro corpo e lo spirito troveremo una forma di principio della vita.
Per quanto ci riguarda, vogliamo diventare ogni giorno migliori.
Migliorare non in rapporto agli altri, ma nei confronti di noi stessi e di ciò che siamo oggi.
Domani vogliamo essere migliori di oggi intellettualmente, moralmente, energeticamente e tecnicamente.
Per noi questa è la via del Budo.
Non è senza motivo che il massimo sviluppo delle arti marziali sia avvenuto in tempo di pace e in ambito monastico.Le arti marziali sono opera di pensatori, ancora prima che di guerrieri e l’aspetto dell’autodifesa è marginale e strumentale a qualcosa di più importante e ampio. Questa considerazione aiuta a ricollocare semanticamente le arti marziali, portandole fuori dell’angustia della traduzione letterale e della semplificazione di tanta parte dell’immaginario collettivo.
Tutte le arti marziali tradizionali poggiano saldamente su elaborazioni filosofiche, etiche e culturali e solo come mezzo si compongono in principi e gesti tecnici.
L’arte marziale se vissuta e praticata in questo sistema ampio e profondo, aiuta a conoscere e a sfruttare meglio le proprie potenzialità fisiche e mentali. Se ne desume, quindi, che non è una serie di precetti inamovibili, statici, ma un metodo di ricerca: dalle più elementari soluzioni bio-meccaniche, fino al significato ultimo dell’esistenza.
E’ significativo come tutto il pensiero orientale avanzato, compreso quello indiano, sia accomunato dal bisogno di raggiungere una meta ideale, grazie ad un sincero e costante impegno di ricerca. attraverso un tenace lavoro di introspezione ci si pone il problema del rapporto con se stessi, con gli altri e l’ambiente circostante, in una continua ricerca di metodi utili ad attivare energie endogene naturali, per essere più sani, più completi e per dare un significato alla propria esistenza. In quest’interpretazione escatologica, ognuno può trovare il suo equilibrio, il suo ritmo di vita; vincere il male dell’ansia e dell’angoscia.
Il Maestro deve continuare a sentirsi sempre anche allievo e non solo insegnante. Non deve delegare a nessuno il proprio ruolo; non deve ridurlo o banalizzarlo e nemmeno incoraggiare narcisistiche immagini di sé o avventurarsi incautamente in transfert non controllabili. Non deve mediare le proprie convinzioni, a vantaggio di qualche interesse personale. Non deve insegnare solo un pezzo dell’arte marziale, ma svilupparla nella sua interezza ed essenza. Deve possedere un’altruistica vocazione all’insegnamento e una sincera autovalutazione delle proprie conoscenze e capacità educative.
La pratica marziale favorisce lo sviluppo dei bambini in età evolutiva attraverso la pratica intesa come gioco e con l’ausilio di percorsi didattici particolari, in abbinamento a quelle che sono le direttive educative della scuola.
Non disgiunto da questo discorso, non dimentichiamo l’importanza, soprattutto in un’epoca altamente violenta, di una adeguata capacità di sapersi difendere efficacemente da aggressioni esterne, per cui la possibilità di apprendere tecniche di difesa personale immediati ed efficaci pensiamo sia qualcosa di estremamente positivo.
In Italia moltissimi Comuni, anche molto grandi, hanno da tempo deciso di istituire corsi di difesa personale femminile, corsi di arti marziali tradizionali per bambini, corsi di rilassamento per insegnanti e adulti, per cui auspichiamo che anche nella nostra zona ci sia questa sensibilizzazione che, oltre a far crescere da un punto di vista tecnico, permette anche di valorizzare le nostre potenzialità interiori.
C’è bisogno di un appoggio logistico e della buona volontà di tutti ( scuola, istituzioni, associazioni) a dimostrazione che anche la nostra zona riesce a competere con zone altamente evolute, che hanno compreso da anni la validità di un certo tipo di discorso a tutti i livelli.
RAFFAELE BURGO
venerdì 6 gennaio 2012
Trebisacce-06/01/2012: Auguri a tutti per l'Epifania dall'Assopec

Cum natus esset Iésus in Béthlehem Iuda, in diébus Heródis regis, ecce Magi ab Oriénte venérunt Ierosólymam, dicéntes: Ubi est qui natus est rex Iudæórum? Vídimus enim stellam eius in Oriénte, et vénimus adoráre eum. Áudiens áutem Heródes rex, turbátus est, et omnis Ierosólyma cum illo. Et cóngregans omnes príncipes sacerdótum, et scribas pópuli, sciscitabátur ab eis, ubi Christus nascerétur. At illi dixérunt ei: In Béthlehem Iudæ: Sic enim scriptum est per Prophétam: Et tu, Béthlehem terra Iuda, nequáquam mínima es in princípibus Iuda: ex te enim éxiet dux, qui regat pópulum meum Israël. Tunc Heródes, clam vocátis Magis, diligénter dídicit ab eis tempus stellæ, quæ appáruit eis: et míttens illos in Béthlehem, dixit: Ite, et interrogáte diligénter de púero: et cum invenéritis, renuntiáte mihi, ut et ego véniens adórem eum. Qui cum audíssent regem, abiérunt. Et ecce stella, quam víderant in Oriénte, antecedébat eos, usque dum véniens, staret supra, ubi erat puer. Vidéntes áutem stellam, gavísi sunt gáudio magno valde. Et intrántes domum, invenérunt púerum cum Maria matre eius (hic genufléctitur) et procidéntes adoravérunt eum. Et apértis thesáuris suis obtulérunt ei múnera, áurum, thus, et myrrham. Et respónso accépto in somnis, ne redírent ad Heródem per áliam viam revérsi sunt in regiónem suam.
Auguri.
Walter Astorino
--
ASSOPEC Trebisacce
Associazione Operatori Economici
|||||||| assopectrebisacce@gmail.com ||||||||
Traduzione:
Quando Gesù nacque a Betlemme di Giuda, al tempo del re Erode, ecco, Magi giunsero da oriente a Gerusalemme, dicendo: Dove è colui che è nato il re dei Giudei? Abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti per adorarlo. Quando il re Erode sentì, fu turbato, e con lui tutta Gerusalemme. E l'assemblaggio insieme tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro, dove il Cristo doveva nascere. Ma gli dissero: A Betlemme di Giudea: così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei il più piccolo capoluogo di Giuda: perché da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo Israele. Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, s'informava da loro diligentemente che ora la stella, che apparve a loro, e mandandoli a Betlemme, e disse: Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando trovato, fatemelo sapere, affinché anch'io venga ad adorarlo. E quando ha udito il re, se ne andarono. Ed ecco la stella che avevano visto in Oriente, li precedeva, finché, e si fermò sopra dove si trovava il bambino. Hanno visto la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. E di entrare in casa, trovarono il bambino con Maria sua madre (qui genuflettersi) e si prostrarono e lo adorarono. E aprendo i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Poi, avvertiti in sogno di non tornare da Erode, è tornato un altro modo nel loro paese.
Trebisacce-06/01/2011:Rischio sismico: pianificazione dell'emergenza si è svolto l'incontro in Prefettura.
Rischio sismico: pianificazione dell'emergenza si è svolto l'incontro in Prefettura.
Si è svolto l'incontro operativo convocato dal Prefetto di Cosenza S.E. Dr. Raffaele Cannizzaro d'intesa con il Settore Protezione Civile della Regione Calabria finalizzato al prosieguo delle attività da porre in essere al fine di perfezionare l’attività di pianificazione dell’emergenza. Erano presenti oltre al Prefetto, il Dirigente del Settore Protezione Civile Regionale Dr. Salvatore Mazzeo, l’Ing. Edoardo D’Andrea Responsabile Prevenzione dei Rischi e il Dr. Gaetano Rizzuto Responsabile dell’Unità Operativa di Cosenza. Purtroppo e da segnalare l'assenza di molti Comuni (su 16 comuni erano presenti solo 9). L’incontro era finalizzato ad una specifica attività formativa per i tecnici, volta alla verifica di affidabilità degli edifici, al monitoraggio di incipienti condizioni di collasso ed alla definizione di interventi di messa in sicurezza di fabbricati, al fine di garantire la fruibilità degli spazi e delle vie di esodo in ambito comunale. Pertanto tutti i Comuni devono provvedere, con urgenza, alla compilazione delle schede, discusse punto per punto durante l’incontro, al fine di redigere una Pianificazione Comunale Speditiva e successivamente predisporre l’aggiornamento dei Piani Comunali di Protezione Civile o dei Piani Comunali di Emergenza. Infine si passerà ad informare la popolazione sul rischio sismico indicando le aree di attesa, di accoglienza e di ammassamento. Come ribadito in tutti gli incontri, i Sindaci devono garantire la continuità amministrativa o continuità dell’azione di governo locale. Per continuità amministrativa o continuità dell’azione di governo locale si intende il funzionamento dell’insieme delle attività comunali attivate dal Sindaco quale Autorità Comunale di Protezione Civile e Ufficiale di Governo, sia nell’emergenza che nelle fasi successive, anche con il concorso sussidiario del Servizio Nazionale della Protezione Civile. Inoltre, gli stessi Sindaci, devono garantire le comunicazione alternative tra i C.O.C. (Centri Operatici Comunali istituiti in ogni Comune) e il C.O.M. di Trebisacce dotando gli stessi di apparati radio. Attualmente tutti i Comuni del C.O.M. sono sprovvisti di apparati radio. L'Associazione Volontari Protezione Civile di Trebisacce, con Presidente il Geom. Nilo Rossi, svolgerà, come sempre, un ruolo di primo piano in quanto collabora con l'Amministrazione Comunale di Trebisacce nella gestione del C.O.M. e del C.O.C. pertanto farà da guida ai 16 Comuni appartenenti al Centro Operativo Misto. Tutta questa attività messa in moto dalla Prefettura di Cosenza e dal Settore Protezione Civile della Regione Calabria è da ritenersi preziosa per i Comuni in quanto sarà aggiornata la propria pianificazione dell’emergenza ma soprattutto verrà data la giusta informazione sul rischio sismico alla popolazione.
Si è svolto l'incontro operativo convocato dal Prefetto di Cosenza S.E. Dr. Raffaele Cannizzaro d'intesa con il Settore Protezione Civile della Regione Calabria finalizzato al prosieguo delle attività da porre in essere al fine di perfezionare l’attività di pianificazione dell’emergenza. Erano presenti oltre al Prefetto, il Dirigente del Settore Protezione Civile Regionale Dr. Salvatore Mazzeo, l’Ing. Edoardo D’Andrea Responsabile Prevenzione dei Rischi e il Dr. Gaetano Rizzuto Responsabile dell’Unità Operativa di Cosenza. Purtroppo e da segnalare l'assenza di molti Comuni (su 16 comuni erano presenti solo 9). L’incontro era finalizzato ad una specifica attività formativa per i tecnici, volta alla verifica di affidabilità degli edifici, al monitoraggio di incipienti condizioni di collasso ed alla definizione di interventi di messa in sicurezza di fabbricati, al fine di garantire la fruibilità degli spazi e delle vie di esodo in ambito comunale. Pertanto tutti i Comuni devono provvedere, con urgenza, alla compilazione delle schede, discusse punto per punto durante l’incontro, al fine di redigere una Pianificazione Comunale Speditiva e successivamente predisporre l’aggiornamento dei Piani Comunali di Protezione Civile o dei Piani Comunali di Emergenza. Infine si passerà ad informare la popolazione sul rischio sismico indicando le aree di attesa, di accoglienza e di ammassamento. Come ribadito in tutti gli incontri, i Sindaci devono garantire la continuità amministrativa o continuità dell’azione di governo locale. Per continuità amministrativa o continuità dell’azione di governo locale si intende il funzionamento dell’insieme delle attività comunali attivate dal Sindaco quale Autorità Comunale di Protezione Civile e Ufficiale di Governo, sia nell’emergenza che nelle fasi successive, anche con il concorso sussidiario del Servizio Nazionale della Protezione Civile. Inoltre, gli stessi Sindaci, devono garantire le comunicazione alternative tra i C.O.C. (Centri Operatici Comunali istituiti in ogni Comune) e il C.O.M. di Trebisacce dotando gli stessi di apparati radio. Attualmente tutti i Comuni del C.O.M. sono sprovvisti di apparati radio. L'Associazione Volontari Protezione Civile di Trebisacce, con Presidente il Geom. Nilo Rossi, svolgerà, come sempre, un ruolo di primo piano in quanto collabora con l'Amministrazione Comunale di Trebisacce nella gestione del C.O.M. e del C.O.C. pertanto farà da guida ai 16 Comuni appartenenti al Centro Operativo Misto. Tutta questa attività messa in moto dalla Prefettura di Cosenza e dal Settore Protezione Civile della Regione Calabria è da ritenersi preziosa per i Comuni in quanto sarà aggiornata la propria pianificazione dell’emergenza ma soprattutto verrà data la giusta informazione sul rischio sismico alla popolazione.
Albidona-06/01/2011:CONCLUSA LA TERZA EDIZIONE IL PRESEPE PIU' BELLO
CONCLUSA LA TERZA EDIZIONE IL PRESEPE PIU' BELLO
Ha avuto un grande successo la terza edizione del Concorso il Presepe più
bello
organizzato dalla Pro Loco Albidona, presidente Francesco SALVATORE.
La manifestazione alla presenza di molti bambini accompagnati dai genitori si
è
conclusa giorno 05 gennaio 2012 nel Salone dell'Auditorium Comunale
gentilmente
concesso dall'Amministrazione Comunale con la premiazione dei presepi
selezionati accuratamente da una giuria tecnica.
E' stato il presepe di Giuseppe PALADINO ad aggiudicarsi il primo premio.
Al secondo gradino del podio del concorso siè classificato Leonardo GOLIA.
Infine al terzo gradino del podio si è classificato Michele Lizzano.
La manifestazione espositiva dei presepi è ormai diventata un appuntamento
fisso
negli eventi che contraddistinguono le festività natalizie di questo ne sono
soddisfatti gli organizzatori che già prannunciano la nuova edizione per il
natale prossimo.
Il nostro intento ha detto il Presidente della Pro Loco è stato quello di
confermare una
manifestazione che desse la giusta visibilità e dignità alla nostra cultura
cittadina.
Albidona, Lì 06.01.2012
Cordiali Saluti e Buone feste fatte.
Francesco SALVATORE.
Ha avuto un grande successo la terza edizione del Concorso il Presepe più
bello
organizzato dalla Pro Loco Albidona, presidente Francesco SALVATORE.
La manifestazione alla presenza di molti bambini accompagnati dai genitori si
è
conclusa giorno 05 gennaio 2012 nel Salone dell'Auditorium Comunale
gentilmente
concesso dall'Amministrazione Comunale con la premiazione dei presepi
selezionati accuratamente da una giuria tecnica.
E' stato il presepe di Giuseppe PALADINO ad aggiudicarsi il primo premio.
Al secondo gradino del podio del concorso siè classificato Leonardo GOLIA.
Infine al terzo gradino del podio si è classificato Michele Lizzano.
La manifestazione espositiva dei presepi è ormai diventata un appuntamento
fisso
negli eventi che contraddistinguono le festività natalizie di questo ne sono
soddisfatti gli organizzatori che già prannunciano la nuova edizione per il
natale prossimo.
Il nostro intento ha detto il Presidente della Pro Loco è stato quello di
confermare una
manifestazione che desse la giusta visibilità e dignità alla nostra cultura
cittadina.
Albidona, Lì 06.01.2012
Cordiali Saluti e Buone feste fatte.
Francesco SALVATORE.
giovedì 5 gennaio 2012
Villapiana-05/01/2012: Inaugurato il nuovo campetto di calcio di Villa Pertini.


Villapiana. Inaugurato il nuovo campetto di calcio di Villa Pertini.
Taglio del nastro per il campetto di calcio a cinque di Villa Sandro Pertini nel centro cittadino. Dopo i lavori di ammodernamento che hanno riguardato il rifacimento del manto erboso sintetico, la recinzione e la sistemazione degli spogliatoi, realizzati grazie a un finanziamento della Provincia di circa cinquantamila euro, la struttura ritorna alla disponibilità dei tanti giovani e ragazzi che amano lo sport e il calcio in particolare. La cerimonia di inaugurazione, semplice e sobria, si è svolta alla presenza del sindaco Roberto Rizzuto e del suo predecessore Luigi Bria, con loro assessori e consiglieri comunali e un numeroso pubblico tra semplici cittadini e giovani sportivi. Dopo la benedizione impartita dal parroco padre Romano, un forte applauso ha accompagnato il classico taglio del nastro del sindaco Rizzuto. Un breve rinfresco con spumante e le tradizionali “crispelle” e poi subito in campo per la partitella augurale disputata tra ragazzi e adulti. Tra loro l’assessore allo Sport Costa, il sindaco Rizzuto e il comandante della locale stazione carabinieri maresciallo Luigi Potenza.
p.b.
Corigliano-05/01/2012:A fine gennaio nuovo viaggio per la piccola Giulia, appello dei genitori

FP – Comunicazione & Eventi
Comunicato stampa
A fine gennaio nuovo viaggio per la piccola Giulia, appello dei genitori
Neanche il tempo di iniziare a godersi il 2012, neppure il piacere di avviare un nuovo anno all’insegna del calore domestico, nella sua Corigliano, che per la piccola Giulia Montera (già nota anche al grande schermo come vittima di malasanità per la sua partecipazione a programmi Rai, e prossimamente ospite in Mediaset), torna l’incubo dei cosiddetti viaggi della speranza. Un incubo noto a Giulia, concittadina di 21mesi che vanta all’attivo già 58 viaggi della speranza. I genitori della piccola Giulia non vantano una posizione economica redditizia, infatti vivono di pensione, e non possono oggi permettersi le relative spese. È datata 29 gennaio 2012 l’apertura di nuove porte ospedaliere. La piccola Giulia Montera dovrà recarsi a fine mese presso il Centro neurologico e scientifico “Carlo Besta” di Milano, dove l’attende l’equipe tecnica della prof.ssa Zibordi e quella scientifica della prof.ssa Uziel. Ricovero milanese resosi necessario per l’aggravarsi delle patologie della piccola Giulia, per accertamenti più approfonditi e specifici. I genitori di Giulia, papà Gabriele e mamma Maria, nei mesi scorsi si sono attivati con serate ed iniziative a tema finalizzate a raccogliere fondi in favore della loro piccola, ma la risposta a tali iniziative, spiegano i genitori, “è stata più che negativa facendo registrare uno scarso senso di solidarietà della cittadinanza coriglianese, che forse ha preferito altro, piuttosto che contribuire ad aiutare una sua concittadina colpevole solo di essere nata nel posto sbagliato; infatti anche questo è oggetto al vaglio dei magistrati rossanesi, che in questi giorni dovrebbero esprimersi in merito”. Mamma Maria, con la sua dignità di sempre, nonché con la trasparenza e lealtà che la contraddistingue, non si ferma e non molla. Giulia, il 28 del mese, deve partire ed ha bisogno di aiuto economico. È stato aperto un conto corrente bancario per la tracciabilità degli aiuti intestato a Gabriele Montera (Codice Iban IT92H0200832974001216577102 – Banca Unicredit). L’appello è sempre lo stesso che va avanti da 18 mesi: “Aiutatemi ad aiutare mia figlia”. Si può contribuire anche attraverso il contatto Facebook di Maria Lauricella, mamma di Giulia, o attraverso l’Associazione Onlus “Una lotta per la Vita”.
“La piccola Giulia – spiega il giornalista Fabio PISTOIA, che cura dal punto di vista comunicativo la campagna di sensibilizzazione per conto della famiglia della bambina e della suddetta Associazione – deve partire per un suo diritto costituzionalmente garantito. Giulia ha il diritto di curarsi, se non per guarire quantomeno per migliorare le sue condizioni di salute e la sua qualità di vita. Per trasparenza, i genitori della piccola coriglianese fanno anche sapere che la richiesta di aiuto economico non viene chiesta perché Giulia deve pagare le visite, ma perché le stesse, dato che sono fatte in regime ambulatoriale, necessitano di permanenza in quel di Milano con le naturali spese di viaggio e permanenza stessa. La speranza è che qualcosa inizi a cambiare e che tutti si attivino ed aiutino questa figlia di Corigliano”.
5 Gennaio 2012
FP-Comunicazione & Eventi
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