La Festa di S. Antonio 2011 ad Albidona
La festa di S.Antonio 2011 quest’anno è stata spostata al 19 giugno per le elezioni amministrative che hanno riconfermato a Sindaco Salvatore Aurelio. La tradizionale “n’tinna” è stata più applaudita rispetto agli anni passati, perché, per la prima volta, una donna è riuscita a salire e a conquistare la cima e resterà nella storia delle tradizioni albidonesi. Il suo coraggio e la sua bravura sono stati apprezzati e si tratta della sorella di Caputo. Il secondo partecipante è stato proprio Caputo di 80 anni compiuti. La musica suonava la tarantella e il Caputo a ritmo di musica la ballava sulla ‘n’tinna’ per la gioia della sorella. Viva Caputo che è un uomo risoluto. Sia Caputo che la sorella hanno preso sull’n’tinna le uova dal ‘panariello’ e le hanno buttate alle signore e signorine alle quali hanno sporcato i vestitini. I protagonisti scalatori ci hanno fatto pensare ai tempi passati quando si crepava dalle risate. Viva Caputo e la sorella che hanno allietato una festa bella. Prima della n’tinna c’è stato l’incanto molto ricco. La sera ,poi, a conclusione ci sono stati i cantanti e si sono divertiti tutti quanti. S. Antonio miracoloso il giglio che tu porti è un giglio di purezza e io ti adoro e ti apprezzo. Viva S. Antonio e la Madonna che ci fanno ritornare ogni anno.
Michele Lofrano
Trebisacce
domenica 3 luglio 2011
Trebisacce-02/07/2011: sei 10 e lode alla Scuola Media "C. Alvaro"

Trebisacce:30/06/2011
Ben sei studenti riportano il 10 e lode alla scuola media “C. Alvaro” di cui è dirigente scolastico Leonardo Rago. Complimenti agli studenti, al presidente di Commissione Gerundino e ai consigli di classe che sono riusciti nelle terze classi a conseguire oltre ai risultati di eccellenza anche risultati medio alti tali da proiettare gli studenti verso le secondarie di secondo grado. Ancora circolano incertezze sul prosieguo degli studi nonostante già la domanda d’iscrizione sia stata a suo tempo consegnata. Il 30 mattina alle 12,00 i tabelloni degli risultati finali sono stati messi a disposizione del pubblico nell’atrio dell’ingresso principale della scuola. Studenti radiosi di felicità, mugugni per il voto finale non pienamente accettato. I genitori che si confrontano sulla scelta della scuola superiore effettuata. Compagni di scuola affiatati e divenuti nel triennio amici inseparabili che vogliono continuare gli studi insieme pur avendo effettuata una scelta diversa. Contenti e scontenti come sempre nella storia dei tempi. Ora agli studenti spettano le meritate vacanze e l’augurio che possano negli anni continuare a meritare sempre giudizi positivi e a noi adulti la speranza di poter contare su di una classe dirigente futura preparata a superare le varie difficoltà per la costruzione di una società migliore.
Franco Lofrano
sabato 2 luglio 2011
Trebisacce-02/07/2011:IL CALCIOBALILLA, PASSATEMPO PER TUTTE LE ESTATI
IL CALCIOBALILLA, PASSATEMPO PER TUTTE LE ESTATI
(“Ora Estate”, Calabria Ora di sabato 2 luglio, pag. 31)
All’inizio di ogni estate, immancabilmente, salta fuori una moda nuova, un tormentone: l’arrivo della bella stagione, infatti, porta con sé un desiderio generale di spezzare il ritmo che caratterizza il resto dell’anno e di cercare il divertimento giusto, da condividere con i propri amici o con i propri affetti. Del resto, proprio nel periodo estivo, capita di riabbracciare persone che non si vedevano da tempo: chi è partito per andare a studiare o lavorare altrove, in alcuni casi verso luoghi anche molto distanti, beneficia delle meritate vacanze e spesso decide di tornare nella propria terra d’origine. Un ritorno a casa, dunque, piuttosto che un viaggio verso uno dei tanti luoghi esotici pubblicizzati dalle varie agenzie: una scelta piuttosto frequente, che diventa ancor più comprensibile, oltretutto, se il paese in cui si è nati, e dal quale si è rimasti lontani per buona parte dell’anno, è una località di mare, le cui spiagge sono pronte ad ospitare, tra luglio ed agosto, indigeni e turisti in grande quantità.
Si va a caccia del passatempo più adatto, del diversivo che permetta ad un’estate di distinguersi in maniera netta da tutte le altre, di restare unica ed inimitabile, indelebile nella memoria di coloro che l’hanno vissuta. Ogni anno, tanto per cominciare, spunta inevitabilmente un nuovo ballo latino-americano, sulle cui note si scatenano gruppi di persone di qualsiasi fascia d’età: l’usanza prese il via con la Lambada, proseguì con la Macarena e certamente si riproporrà anche questa volta, con una musica più o meno identica, ma con un nome differente. Si moltiplicano gli sport tipicamente estivi: accanto ai tradizionali tornei di calcio, calcio a cinque o tennis, organizzati dai vari villaggi turistici, o all’utilizzo dei consueti racchettoni, si sono diffuse nuove discipline stagionali, come il beach soccer o il beach volley, per non parlare del calcetto saponato. Tendenze, dunque, che vanno e vengono, a seconda dei tempi e delle abitudini.
C’è un passatempo, però, che rimane sempre d’attualità, senza aver bisogno di ritornare con caratteristiche simili sotto falso nome, come nel caso dei già citati balli latino-americani, e senza doversi alternare con altre mode affini, come accade per i suddetti sport estivi. Sulla breccia da decenni, il suo nome è calciobalilla: non teme concorrenza, perché riesce comunque, nonostante lo scorrere inesorabile del tempo, a trovare il suo spazio. E così, dopo le ore trascorse in spiaggia e una passeggiata serale sul lungomare, si trova il modo giusto per chiudere in allegria una giornata. Ci si avvia verso il calciobalilla, ma di sicuro bisognerà attendere con pazienza: essendo così apprezzato, infatti, non potrà essere libero. Quasi sempre, a pensarci bene, ad averlo occupato è una gioiosa famiglia con bambini al séguito. Prima che si sblocchi la situazione, possono trascorrere minuti interminabili: quanti gettoni avranno preso? E poi, incredibilmente, c’è quell’ultima pallina che sembra proprio non voler finire in porta. Ad un certo punto, però, il calciobalilla si libera, e la lunga attesa viene infine premiata: si comincia a giocare e non si sa quando si concluderà, perché, una volta partiti, è difficile fermarsi. Ai tavolini del lido, intanto, non c’è più nessuno, e il proprietario della struttura inizia a sperare che quei quattro al biliardino la smettano presto, altrimenti chissà quando riuscirà ad andare a dormire. La famigliola di cui sopra, al confronto, aveva preso molti meno gettoni ed era stata ben più rapida.
Scene usuali, giustificate dal fascino che questo passatempo emana da sempre, sin da quando venne inventato. Le sue origini non sono semplicissime da rintracciare: secondo alcune fonti, già tra gli anni Venti e gli anni Trenta del secolo scorso, l’idea venne ad un certo Broto Wachter, in Germania, e nello stesso periodo anche in Francia vennero realizzati i primi tavoli da gioco, per merito di Lucien Rosengart, operaio della Citroën. Di sicuro, nel 1937, l’iberico Alejandro Finisterre diede un impulso decisivo al progetto: rimasto colpito dai numerosi bambini che, a causa delle ferite riportate durante la Guerra Civile Spagnola, non potevano più giocare a calcio, si ispirò al tennis da tavolo e, aiutato da un amico carpentiere, Francisco Javier Altuna, realizzò appunto i primi esemplari di calciobalilla per regalare un sorriso a quegli sfortunati ragazzini.
Anche il marsigliese Marcel Zosso fu determinante con la sua attività. Giunto in Italia nel 1949, lanciò l’idea nella nostra nazione: da allora, nel Belpaese, i biliardini sono spuntati in tanti bar e in tutti gli oratori. Il movimento è cresciuto sempre di più e ha messo le radici ovunque: nel 1995 è nata la Federazione Italiana Calcio Balilla e nel 2002 è stata fondata una Federazione Internazionale, con sede a Nantes. Tre anni fa, il calciobalilla ha addirittura trovato spazio alle Olimpiadi di Pechino, seppur come disciplina sperimentale: da gioco a sport, insomma, il passo è breve.
Francesco Cozzo
(“Ora Estate”, Calabria Ora di sabato 2 luglio, pag. 31)
All’inizio di ogni estate, immancabilmente, salta fuori una moda nuova, un tormentone: l’arrivo della bella stagione, infatti, porta con sé un desiderio generale di spezzare il ritmo che caratterizza il resto dell’anno e di cercare il divertimento giusto, da condividere con i propri amici o con i propri affetti. Del resto, proprio nel periodo estivo, capita di riabbracciare persone che non si vedevano da tempo: chi è partito per andare a studiare o lavorare altrove, in alcuni casi verso luoghi anche molto distanti, beneficia delle meritate vacanze e spesso decide di tornare nella propria terra d’origine. Un ritorno a casa, dunque, piuttosto che un viaggio verso uno dei tanti luoghi esotici pubblicizzati dalle varie agenzie: una scelta piuttosto frequente, che diventa ancor più comprensibile, oltretutto, se il paese in cui si è nati, e dal quale si è rimasti lontani per buona parte dell’anno, è una località di mare, le cui spiagge sono pronte ad ospitare, tra luglio ed agosto, indigeni e turisti in grande quantità.
Si va a caccia del passatempo più adatto, del diversivo che permetta ad un’estate di distinguersi in maniera netta da tutte le altre, di restare unica ed inimitabile, indelebile nella memoria di coloro che l’hanno vissuta. Ogni anno, tanto per cominciare, spunta inevitabilmente un nuovo ballo latino-americano, sulle cui note si scatenano gruppi di persone di qualsiasi fascia d’età: l’usanza prese il via con la Lambada, proseguì con la Macarena e certamente si riproporrà anche questa volta, con una musica più o meno identica, ma con un nome differente. Si moltiplicano gli sport tipicamente estivi: accanto ai tradizionali tornei di calcio, calcio a cinque o tennis, organizzati dai vari villaggi turistici, o all’utilizzo dei consueti racchettoni, si sono diffuse nuove discipline stagionali, come il beach soccer o il beach volley, per non parlare del calcetto saponato. Tendenze, dunque, che vanno e vengono, a seconda dei tempi e delle abitudini.
C’è un passatempo, però, che rimane sempre d’attualità, senza aver bisogno di ritornare con caratteristiche simili sotto falso nome, come nel caso dei già citati balli latino-americani, e senza doversi alternare con altre mode affini, come accade per i suddetti sport estivi. Sulla breccia da decenni, il suo nome è calciobalilla: non teme concorrenza, perché riesce comunque, nonostante lo scorrere inesorabile del tempo, a trovare il suo spazio. E così, dopo le ore trascorse in spiaggia e una passeggiata serale sul lungomare, si trova il modo giusto per chiudere in allegria una giornata. Ci si avvia verso il calciobalilla, ma di sicuro bisognerà attendere con pazienza: essendo così apprezzato, infatti, non potrà essere libero. Quasi sempre, a pensarci bene, ad averlo occupato è una gioiosa famiglia con bambini al séguito. Prima che si sblocchi la situazione, possono trascorrere minuti interminabili: quanti gettoni avranno preso? E poi, incredibilmente, c’è quell’ultima pallina che sembra proprio non voler finire in porta. Ad un certo punto, però, il calciobalilla si libera, e la lunga attesa viene infine premiata: si comincia a giocare e non si sa quando si concluderà, perché, una volta partiti, è difficile fermarsi. Ai tavolini del lido, intanto, non c’è più nessuno, e il proprietario della struttura inizia a sperare che quei quattro al biliardino la smettano presto, altrimenti chissà quando riuscirà ad andare a dormire. La famigliola di cui sopra, al confronto, aveva preso molti meno gettoni ed era stata ben più rapida.
Scene usuali, giustificate dal fascino che questo passatempo emana da sempre, sin da quando venne inventato. Le sue origini non sono semplicissime da rintracciare: secondo alcune fonti, già tra gli anni Venti e gli anni Trenta del secolo scorso, l’idea venne ad un certo Broto Wachter, in Germania, e nello stesso periodo anche in Francia vennero realizzati i primi tavoli da gioco, per merito di Lucien Rosengart, operaio della Citroën. Di sicuro, nel 1937, l’iberico Alejandro Finisterre diede un impulso decisivo al progetto: rimasto colpito dai numerosi bambini che, a causa delle ferite riportate durante la Guerra Civile Spagnola, non potevano più giocare a calcio, si ispirò al tennis da tavolo e, aiutato da un amico carpentiere, Francisco Javier Altuna, realizzò appunto i primi esemplari di calciobalilla per regalare un sorriso a quegli sfortunati ragazzini.
Anche il marsigliese Marcel Zosso fu determinante con la sua attività. Giunto in Italia nel 1949, lanciò l’idea nella nostra nazione: da allora, nel Belpaese, i biliardini sono spuntati in tanti bar e in tutti gli oratori. Il movimento è cresciuto sempre di più e ha messo le radici ovunque: nel 1995 è nata la Federazione Italiana Calcio Balilla e nel 2002 è stata fondata una Federazione Internazionale, con sede a Nantes. Tre anni fa, il calciobalilla ha addirittura trovato spazio alle Olimpiadi di Pechino, seppur come disciplina sperimentale: da gioco a sport, insomma, il passo è breve.
Francesco Cozzo
venerdì 1 luglio 2011
Cerchiara di Calabria-01/07/2011: La regione finanzia la strada di collegamento per la "Grotta delle Ninfe"

Comune di Cerchiara di Calabria
GRUPPO CONSILIARE LIBERAMENTE
COMUNICATO STAMPA
E’ con profondo entusiasmo e vivo apprezzamento che a nome del Gruppo Consiliare di Liberamente ho appreso che l’Assessorato ai Lavori Pubblici della Regione Calabria ha finanziato la costruzione di una nuova arteria stradale che permetterà di raggiungere il complesso Termale Grotta delle Ninfe di Cerchiara di Calabria , dotando la struttura di un opera attesa da decenni.
Il progetto, presentato due anni orsono dall’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Cerchiara è stato definitivamente accolto dalla Regione che lo ha inserito tra le opere strategiche di un più complesso piano di opere pubbliche.
Dopo il finanziamento per la messa in sicurezza delle scuole, l’assessorato guidato dall’Assessore Pino Gentile mostra ancora una volta un forte interessamento verso un area per troppo tempo abbandonata al proprio destino.
La lieta notizia mette in evidenza la lungimiranza di chi, come l’Assessore Gentile, antepone il territorio alle appartenenze politiche. Un progetto assai efficace come quello che interesserà le Terme di Cerchiara è stato finanziato facendo leva solo sulla valenza dello stesso, non su altre “strane” logiche come spesso avveniva in passato. La notizia arriva alla vigilia dell’approvazione della proposta preventiva di PSC che il Consiglio Comunale nelle prossime settimane andrà ad affrontare. L’opera ritenuta da tutti strategica per lo sviluppo di un importante risorsa come quella termale, faciliterà il percorso degli addetti ai lavori che si troveranno a programmare il prossimo strumento urbanistico.
A nome del Gruppo di Liberamente porgo i miei sentiti ringraziamenti all’Assessore Gentile per l’attenzione ancora una volta dimostrata nei confronti della comunità di Cerchiara.
LiberaMente, come già più volte ribadito anche nelle sedi istituzionali, non farà mancare il proprio contributo di idee e proposte alla discussione che la maggioranza ha deciso di rendere il più possibile “partecipata”.
Invitiamo tutte le forze politiche, sociali e professionali a creare una forte sinergia al fine di rendere questo strumento urbanistico il più rappresentativo possibile delle varie esigenze e potenzialità che il territorio offre.La politica locale ha il compito di farsi trovare pronta e efficiente rispetto a questo rinnovato e continuo interessamento dell’attuale giunta regionale. Cerchiara torna ad assumere, grazie a questi importanti interventi finanziari, un ruolo centrale all’interno di un comprensorio così ricco di risorse come l’Alto Jonio Cosentino.
Il CAPOGRUPPO DI LIBERAMENTE
DOTT.GIUSEPPE RUSCELLI
Corigliano Cal.-01/07/2011: Prossimamente il film: "La Scossa"
A fine anno nei cinema d’Italia
“SCOSSA”
Ultimate le riprese del film sul terribile terremoto in Calabria e Sicilia
con Massimo Ranieri e Amanda Sandrelli
Nel cast anche il calabrese Fabio Pistoia
Regia di Ugo Gregoretti, Carlo Lizzani, Francesco Maselli, Nino Russo. Coordinamento artistico Giorgio Arlorio
In collaborazione con la Regione Sicilia – Assessorato ai Beni Culturali, e Ambientali e alla Pubblica Istruzione, la SiciliaFilmCommission ed il Programma Sensi Contemporanei Cinema e Audiovisivo
Cast artistico: Paolo Briguglia, Massimo Ranieri, Amanda Sandrelli, Lucia Sardo, Gianfranco Quero
Cent’anni fa un tremendo terremoto, e un successivo ed altrettanto tremendo maremoto, devastarono e in gran parte distrussero Messina e Reggio Calabria. Le città dello Stretto. Centomila morti.
Il progetto “Scossa” ha preso avvio da una ricerca minuziosa sulla memoria collettiva di quel tragico avvenimento. Sulle testimonianze rintracciabili sui giornali di “allora”, oppure diaristiche, o fotografie, o ancora tramandate – anche oralmente di padre in figlio – di vittime, di sopravvissuti, di soccorritori.
Il progetto “Scossa” riunisce cinque “sguardi interpretativi” particolari, tradotti in cinque racconti filmati da cinque grandi registi italiani: Andrea Frezza, Ugo Gregoretti, Carlo Lizzani, Francesco Maselli, Nino Russo. I loro film (ciascuno della durata compresa tra i quindici e i venti minuti ciascuno) sono stati realizzati in totale libertà personale di struttura e di linguaggio. Strettamente connessi, comunque, dal comune, insieme umile e ambizioso intento di interpretare – ciascuno a suo modo – un singolo aspetto particolare della catastrofe. Affrontandolo a partire da uno dei dati del reale emersi dalla primitiva inchiesta; ma tentando anche una similitudine con altri dati del reale comuni a tante altre catastrofi, a tante altre “scosse” inferte alla storia dell’umanità.
Così i cinque racconti, solo apparentemente minimalisti, possono contenere temi importanti. Il tema dell’emigrazione italiana dell’epoca, che naturalmente arriva a riflettere sull’attuale immigrazione in Italia di genti, oggi, più povere di noi. Il tema dell’atrocità del dolore, che può fatalmente avvicinare persone prima estranee o addirittura ostili fra loro. E che da una solidarietà pressoché imposta dalla tragedia può far nascere speranze nuove, e persino nuove forme di aggregazione umana e sociale. Il tema che può trasformare una pura quanto drammatica casualità in quasi irreale, come la magica salvatrice apparizione dal mare della flotta russa.Il tema, ancora, di destini umani che cambiano totalmente nel “dopo”. Il tema di intere fasce della società estirpate, cancellate dal tessuto di due città, fasce di grande tradizione, di secolare cultura umanistica, scientifica, politica.
Prestigioso il cast artistico del film: Paolo Briguglia, Massimo Ranieri, Amanda Sandrelli, Lucia Sardo, Gianfranco Quero. Nel cast anche il trentenne Fabio Pistoia di Corigliano Calabro.
Il film verrà trasmesso a fine anno nelle sale cinematografiche italiane.
“SCOSSA”
Ultimate le riprese del film sul terribile terremoto in Calabria e Sicilia
con Massimo Ranieri e Amanda Sandrelli
Nel cast anche il calabrese Fabio Pistoia
Regia di Ugo Gregoretti, Carlo Lizzani, Francesco Maselli, Nino Russo. Coordinamento artistico Giorgio Arlorio
In collaborazione con la Regione Sicilia – Assessorato ai Beni Culturali, e Ambientali e alla Pubblica Istruzione, la SiciliaFilmCommission ed il Programma Sensi Contemporanei Cinema e Audiovisivo
Cast artistico: Paolo Briguglia, Massimo Ranieri, Amanda Sandrelli, Lucia Sardo, Gianfranco Quero
Cent’anni fa un tremendo terremoto, e un successivo ed altrettanto tremendo maremoto, devastarono e in gran parte distrussero Messina e Reggio Calabria. Le città dello Stretto. Centomila morti.
Il progetto “Scossa” ha preso avvio da una ricerca minuziosa sulla memoria collettiva di quel tragico avvenimento. Sulle testimonianze rintracciabili sui giornali di “allora”, oppure diaristiche, o fotografie, o ancora tramandate – anche oralmente di padre in figlio – di vittime, di sopravvissuti, di soccorritori.
Il progetto “Scossa” riunisce cinque “sguardi interpretativi” particolari, tradotti in cinque racconti filmati da cinque grandi registi italiani: Andrea Frezza, Ugo Gregoretti, Carlo Lizzani, Francesco Maselli, Nino Russo. I loro film (ciascuno della durata compresa tra i quindici e i venti minuti ciascuno) sono stati realizzati in totale libertà personale di struttura e di linguaggio. Strettamente connessi, comunque, dal comune, insieme umile e ambizioso intento di interpretare – ciascuno a suo modo – un singolo aspetto particolare della catastrofe. Affrontandolo a partire da uno dei dati del reale emersi dalla primitiva inchiesta; ma tentando anche una similitudine con altri dati del reale comuni a tante altre catastrofi, a tante altre “scosse” inferte alla storia dell’umanità.
Così i cinque racconti, solo apparentemente minimalisti, possono contenere temi importanti. Il tema dell’emigrazione italiana dell’epoca, che naturalmente arriva a riflettere sull’attuale immigrazione in Italia di genti, oggi, più povere di noi. Il tema dell’atrocità del dolore, che può fatalmente avvicinare persone prima estranee o addirittura ostili fra loro. E che da una solidarietà pressoché imposta dalla tragedia può far nascere speranze nuove, e persino nuove forme di aggregazione umana e sociale. Il tema che può trasformare una pura quanto drammatica casualità in quasi irreale, come la magica salvatrice apparizione dal mare della flotta russa.Il tema, ancora, di destini umani che cambiano totalmente nel “dopo”. Il tema di intere fasce della società estirpate, cancellate dal tessuto di due città, fasce di grande tradizione, di secolare cultura umanistica, scientifica, politica.
Prestigioso il cast artistico del film: Paolo Briguglia, Massimo Ranieri, Amanda Sandrelli, Lucia Sardo, Gianfranco Quero. Nel cast anche il trentenne Fabio Pistoia di Corigliano Calabro.
Il film verrà trasmesso a fine anno nelle sale cinematografiche italiane.
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