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martedì 3 gennaio 2012

Trebisacce-04/01/2012: Vincenzo Arvia:"L'aeroporto è fondamentale per lo sviluppo del territorio"


Trebisacce:04/01/2012
Vincenzo Arvia, presidente dell’associazione APS “Vacanzieri insieme per l’Italia e..”invita il giornalista del Corriere della Sera ,Sergio Rizzo,a farsi un giro in Calabria e in particolare nell’Alto Jonio per comprendere e verificare di persona le gravi carenze logistiche esistenti e le diverse difficoltà territoriali prima di scrivere contro l’eventuale realizzazione dell’aeroporto. Il 22 dicembre scorso, Regione, Provincia, Camera di Commercio, Comune di Cassano allo Jonio e rappresentanti del territorio si sono incontrati per affermare la volontà di realizzare l’aeroporto della provincia di Cosenza a Sibari e il Presidente Scopelliti ha impegnato 30 milioni di Euro nei fondi Por. “Come ricorderete il 26 ottobre 2010,dichiara Arvia, abbiamo suggerito, come Associazione culturale APS vacanzieri insieme attraverso l’Italia e…, la raccolta di firme on line sulla "Petizione per la realizzazione dell’Aeroporto di Sibari", che, sebbene l’iniziativa sia stata piuttosto snobbata dalla popolazione del territorio, ha raccolto adesioni e sostegno da tutta Italia. In seguito l’Amministrazione Provinciale di Cosenza ha assunto l’impegno per il finanziamento della struttura aeroportuale di Sibari per 20 milioni di Euro. Le volontà politiche regionali per questo obiettivo civile si sono palesate anche dalla recente approvazione in Consiglio regionale di un ordine del giorno, votato all’unanimità, anche se Crotone è insorta e intende fare battaglia contro la costruzione dell’Aeroporto di Sibari. Il 30 dicembre 2011 il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo di Sergio Rizzo molto critico sull’eventualità della realizzazione dell’infrastruttura aeroportuale di Sibari. “La realizzazione dell’aeroporto di Sibari – conclude Vincenzo Arvia-è diventata un’opera fondamentale per consentire alla Piana di Sibari, al Pollino, all’Alto e Basso Jonio e a tutta la Provincia di Cosenza di uscire finalmente dall’isolamento e proiettarsi con tutte le proprie preziose dotazioni naturali, agro-alimentari e archeologiche verso il Nord-Italia, l’Europa ed il Mediterraneo”.
Franco Lofrano

giovedì 1 dicembre 2011

Trebisacce-01/12/2011:NELL’ALTO JONIO E’ POSSIBILE UN EFFICACE “TURISMO VERDE”? di GIULIO BURGO



NELL’ALTO JONIO E’ POSSIBILE UN EFFICACE “TURISMO VERDE”?
di GIULIO BURGO

Il Touring Club, in occasione della celebrazione “L’Italia 10 e lode”, si è detto convinto che “l’agriturismo tutela il territorio, preserva il paesaggio e innesca un meccanismo virtuoso con i Comuni vicini.
Questi territori rispondono di più al mondo in cui viene concepito oggi il turismo verde, non omologato, attento all’ambiente, fortemente identitario, che è ciò che cerca il nuovo turista”.
E in uno studio realizzato dalla società di ricerche, scoperta del territorio, si indicano quali sono gli elementi più importanti di una vacanza, che cosa conta di più: pulizia dell’ambiente, rapporto qualità/prezzi, accoglienza, proposta gastronomica, strutture ricettive sensibili all’ambiente che rispettino la tipicità del territorio.
Gli agriturismi, in Italia, sono 18.480. Ora ci chiediamo: nell’Alto Jonio è possibile un efficace “turismo verde”?
E’ certo che nel nostro comprensorio non mancano le iniziative di agriturismo, nelle diverse località.
Ma l’agriturismo da noi può davvero essere un punto di forza, capace di determinare un virtuoso processo di sviluppo, dare lavoro, evitare lo spopolamento delle nostre contrade?
Non è facile realizzare, gestire il “turismo dolce”, cioè quel turismo che è richiesto da quanti amano il mondo rurale, la gastronomia locale, la quiete.
Il turismo, si sa, è un elemento di processo sociale, economico, culturale.
L’Alto Jonio ha le potenzialità per i diversi “tipi” di turismo: mare-monti, interessanti siti archeologici, centri storici da scoprire e valorizzare, castelli, torri. Ma sono tutte potenzialità fino ad oggi non adeguatamente sfruttate e che, pertanto, rimangono “tesori nascosti”.
Manca una seria “politica turistica” capace di tradurre le potenzialità in concrete opportunità di sviluppo.
La “vocazione turistica” è lasciata a qualche iniziativa privata che non può soddisfare le complesse e complessive esigenze che un vero turismo richiede, anche perché, spesso, non mancano le difficoltà di ordine burocratico.
C’è molto da lavorare per un positivo futuro del turismo nel nostro comprensorio.
Tutte le istituzioni dovrebbero impegnarsi perché sulle nostre contrade, sulla sofferenza dei padri, possa sorgere il canto giubilante dei figli.
E’ nei voti.
GIULIO BURGO

martedì 18 ottobre 2011

Villapiana-18/10/2011: Autobus affollati, disagi per gli studenti che devono raggiungere i licei di Trebisacce.

Villapiana. Autobus affollati, disagi per gli studenti che devono raggiungere i licei di Trebisacce.

Ancora disagi per gli studenti delle scuole superiori che quotidianamente devono raggiungere i vari istituti di Trebisacce. Dopo la protesta della primavera scorsa di studenti e genitori del Lido e dello Scalo che denunciavano il sovraffollamento degli autobus della società Saj che gestisce il servizio di trasporto, ora anche gli studenti del centro cittadino lamentano disagi. Il problema pare nasca dal fatto che l’autobus della linea Plataci-Trebisacce che ferma a Villapiana Centro alle 7,30 sia l’unico ad arrivare poi in orario utile per l’inizio delle lezioni a Trebisacce ma non è in grado di ospitare tutti gli studenti presenti e gli stessi autisti pare non vogliano assumersi la responsabilità di fare salire a bordo studenti disponendo di soli posti in piedi col rischio che qualcuno possa farsi male. Bisogna attendere un altro autobus che giunge a Villapiana alle 7,50 un orario che mal si concilia con i tempi scolastici. Gli studenti che pagano regolarmente l’abbonamento, pertanto, legittimamente rivendicano il loro diritto ad arrivare in orario a scuola senza perdere ore di lezione e senza correre il rischio di risultare assenti contro la propria volontà. Quello che più semplicemente gli studenti chiedono è arrivare regolarmente a scuola e viaggiare in autobus in totale sicurezza. Del problema è stato informato anche il sindaco di Villapiana Roberto Rizzuto che ha garantito il suo impegno a rappresentare le istanze degli studenti presso i dirigenti della società Saj affinché si trovi una soluzione al problema.
Pasquale Bria

domenica 16 ottobre 2011

Trebisacce-15/10/2011: La Misericordia organizza il corso gratuito di Primo Soccorso

Trebisacce-16/10/2011: La 'discarica' di Largo Crati è sempre attiva!!!

E' facile dare la colpa al servizio di raccolta rifiuti...ma per questo genere di rifiuti la colpa non è dei cittadini???

domenica 9 ottobre 2011

Italia-09/10/2011: Tutto va a rotoli, ci vuole uno scatto d'orgoglio

È passata un'altra settimana, altri sette giorni caratterizzati da una crisi sociale, economica e politica. In questo Paese non c’è più fiducia ed a perderla, gradualmente, sono un po’ tutti. Il problema maggiore che a diminuire non è solo la fiducia nelle persone ma soprattutto la fiducia nel futuro.

“Il Paese non cresce, perché brucia il futuro dei giovani”, ha detto recentemente il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, auspicando “riforme strutturali”. Ma dalla classe politica, tutta, non arriva nessuna risposta concreta, l’unica eccezione è rappresentata dal costante e accorato appello del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ribadisce insistentemente la necessità di investire sui giovani e di “ridare dignità alla politica”.

Intanto i giovani, studenti in particolare, scendono in piazza per protestare, la gran parte in modo pacifico (fortunatamente pochi gli stupidi che creano tensioni nel corteo di Roma), contro i tagli e le “classi-pollaio”. E la maggioranza ed il governo litigano sull’ennesimo condono (questa volta mi trovo a dare ragione al Ministro Tremonti) e sulla nomina del successore di Draghi, mentre si ventila l’ipotesi del partito “Forza Gnocca”. Ma dall’altra parte? Certo è che la soluzione migliore sarebbe un Governo di “salvezza” nazionale, che cambi la legge elettorale e ci porti velocemente alle urne … ma questa classe politica ha paura di perdere la “poltrona”.

Mentre nel Paese accade tutto questo, sulle strade continuano a morire decine di persone senza che nessuno faccia nulla di concreto. Quello della sicurezza stradale continua ad essere un grave problema per una società che si vuole definire “civile”. Suggerirei agli amici Parlamentari ed ai media di occuparsi anche di questo, e non solo delle “intercettazioni”.

Mi piace ricordare, in chiusura, alcune delle frasi più significative che Steve Jobs, fondatore di Apple recentemente scomparso, ha pronunciato nel suo discorso del 2005 all’Università di Stanford. “Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario”.



A presto,

Carmelo Lentino

sabato 8 ottobre 2011

Acri-08/10/2011: Basilica Beato Angelo d'Acri (foto di Anna Algieri)

Canna-07/10/2011: La presidente dell’Adaj Caterina Pisilli contro “La casta del palazzo comunale”.

Canna. La presidente dell’Adaj Caterina Pisilli contro “La casta del palazzo comunale”.
In una lettera aperta la presidente dell’Adaj (associazione disabili Alto Jonio) Caterina Pisilli esprime il proprio dissenso sull’operato dell’amministrazione comunale e in particolare sulle recenti scelte in materia di affidamento degli incarichi per il 15° censimento generale della popolazione. Nel premettere che non appartiene a nessun gruppo politico e non aspira a nessuna candidatura futura la Pisilli intende esprimere la propria opinione “da cittadina impegnata nel sociale che non sopporta le ingiustizie quotidiane di cui anche la comunità cannese è vittima”. La Pisilli sostiene che “Canna è un comune che sembra andare avanti per inerzia,che è senza opposizione, e per la verità è pure senza maggioranza. L’attività amministrativa prosegue senza che nessuno reclami niente o si opponga a questo o quell’altro atto amministrativo. I cittadini non sanno cosa succede nel “palazzo”, anche perché non si ha voglia di far sapere, tutto tace, tutto va bene, qui la crisi ancora non è arrivata- sostiene ironicamente la Pisilli- si mangia e si beve senza problemi, sembra il paese dei balocchi . Se ci guardiamo intorno , però, ci accorgiamo che non viviamo in una favola, la realtà è un’altra, l’ambiente è in totale degrado, le ordinanze che vengono affisse nelle bacheche non vengono osservate e ne’ tanto meno vengono fatte osservare, i cespugli scavalcano il paese per non parlare dell’immondizia buttata qua e la senza controllo. A Canna- prosegue Pisilli- la raccolta differenziata dei rifiuti è una idea ancora lontana, per non parlare delle strade rurali che sono in totale abbandono”. La presidente dell’Adaj, infine, punta il dito sulla gestione dei concorsi pubblici e sulla graduatoria dei rilevatori per il 15° censimento della popolazione, “da un anno tutti gli atti comunali devono apparire sull’albo pretorio on line- scrive la Pisilli- ma della graduatoria dei rilevatori e dei punteggi assegnati nessuno è a conoscenza. Si scopre però che la scelta dei rivelatori è avvenuta tutta in “Casa Comunale”, escludendo neo-laureati e diplomati disoccupati”.
Pasquale Bria

martedì 4 ottobre 2011

Albidona-04/10/2011: La proposta di ricerca fotografica di Giuseppe Rizzo


San Donato

don Giulio Rizzo
Ricerca fotografica
Il paese della mia infanzia

Per conoscere il tuo paese, puoi sfogliare il diario dei tuoi ricordi; puoi ascoltare le memorie degli anziani e dei vecchi; puoi scoprire qualche vecchia carta; puoi guardare una foto incollata dietro il vetro della “cristalliera”, o conservata nel fondo della cassa dei panni.
Nel 1982, a Pedali di Viggianello morì mio zio don Giulio Rizzo, sacerdote. Nel 1955, quando lasciò la parrocchia di Albidona, si portò pure l’album di fotografie, scattate con la sua macchina, dagli anni ’30 al 1950. Quando andavo a trovarlo, mi raccomandava, che dopo la sua morte, potevo recuperare e conservare qualche suo vecchio libro, le sue poesie e quella raccolta di foto in bianco e nero. E io, solo queste “povere cose” gli chiedevo, perché non aveva altri beni da lasciare, e morì povero: com’era vissuto.
Per fortuna, quell’album fotografico è ritornato nella sua natìa Albidona.
Con queste fotografie ho meglio conosciuto il mio paese, perché don Giulio non fotografava soltanto le processioni religiose e i giovani della sua fiorente Azione cattolica, ma anche alcuni scorci del paese e qualcosa del mondo del lavoro contadino. Queste ultime le faceva quando andava a trovare i suoi fratelli, che lavoravano in campagna.
Invece, questa che pubblichiamo la fece scattare a uno dei suoi ragazzi, e ci ricorda la processione degli anni ’50 per la festa di San Donato; la statua era conservata nella cappella di San Rocco, ma questa festa, che si svolgeva a settembre, è stata soppressa da tempo.
Osservate da sinistra a destra: il sagrestano Pietro Adduci (Petrùzze’i Ncìcch), il procuratore per le feste di S. Rocco e S.Donato, Rocco Oriolo (u Cusentìno), il procaccia postale Michele Oriolo (Piscrìglie), l’anziano Michele Middonno (Tojjètt), con la “scolla” di lutto; dietro, un gruppo di donne, e al centro, il parroco don Giulio Rizzo col giovanissimo Ciccio Aurelio, figlio dell’oste Francescantonio Rosamotta e della sartina Peppina a Zarriell.
Lo ricordate a Ciccio, che fece il discepolo in quella piccola bottega del sarto Nciccùzz Adduci, presso piazza San Martino ? Poi, Ciccio Aurelio fece lo studente e infine, l’ufficiale delle Poste a Crotone.
Non perdete le vostre vecchie foto: sono la più bella memoria della nostra comunità.

Giuseppe Rizzo








solo una piccola pietra

Cari mi furono
l’ulivo, la spiga
i fiori della mia terra.

I miei sudori,
il mio pianto
là scorrono
verso la fiumara.

Amo solo una piccola pietra
di quella terra;
non il gelido marmo.

lunedì 3 ottobre 2011

Cantinella-03/10/2011:Disagi a Cantinella, il Comitato “CORIGLIANO in AZIONE” si appella al Comandante della Polizia Municipale

Comunicato stampa


Disagi a Cantinella, il Comitato “CORIGLIANO in AZIONE”
si appella al Comandante della Polizia Municipale


Cantinella, ancora disagi. Si tratta, per lo più, di problematiche ataviche e irrisolte che si trascinano da decenni in questa popolosa ed importante frazione del territorio comunale così come nelle altre numerose zone dello stesso. Ma ciò non fa venire meno, anzi accentua, nei cittadini, il sentimento di delusione e malcontento per soluzioni che tardano ad arrivare.
Con la presente nota, il sottoscritto, edicolante presso questa frazione di Corigliano, intende sollevare una questione di vitale importanza, per il borgo di Cantinella, luogo d’incontro e crocevia di scambi commerciali anche per le viciniori popolazioni dei comuni italo-albanesi. Sono veramente avvilito, e con me tanti concittadini che risiedono a Cantinella, che dopo anni e anni di parole, promesse, articoli, annunci, proclami, i problemi di questa zona sono sempre gli stessi, e il silenzio delle cosiddette “autorità” ormai è un’abitudine.
È paradossale che all’ingresso di Cantinella, dove sorge non solo la mia edicola ma anche numerose altre attività commerciali e di pubblicità utilità, quali una farmacia, e negli immediati pressi del cosiddetto “bivio” assai quotidianamente trafficato, si registrino ad ogni ora del giorno disagi per la circolazione stradale e pedonale. Mi rivolgo direttamente al Comandante del Corpo di Polizia Municipale di Corigliano affinché si intervenga per porre fine a questa disastrosa situazione che si trascina ormai da troppo tempo e che è causata dalla presenza, nella zona in oggetto, di un segnale di divieto di sosta e di fermata, che impedisce a chiunque di fermarsi con l’automobile anche solo per pochi istanti.
Questa problematica è significativa perché rende in modo ottimale l’idea del degrado e dell’assenza di interventi che riguarda Cantinella e la sua popolazione. È da anni che vado chiedendo soluzioni per porre fine a questi disagi ai quali sono sottoposti i cittadini, basti pensare che non c’è un posto per parcheggiare e gli stessi automobilisti sono vessati dalle multe che vengono fatte anche solo per pochi istanti di sosta o di fermata. Nessuno chiede l’impossibile e siamo tutti per il rispetto delle regole, ma si rende necessario analizzare la situazione vigente all’ingresso di Cantinella per venire incontro alle legittime esigenze della comunità locale, di qui l’appello al comandante dei Vigili Urbani affinché effettui un monitoraggio della zona per risolvere questi disagi che ormai non conoscono tregua.

3 Ottobre 2011

CLAUDIO FOLLADORE
Comitato “CORIGLIANO in AZIONE”

giovedì 22 settembre 2011

Lecce-22/09/2011:Ambiente: impennata delle emissioni globali di CO2 a partire dopo Kyoto. In Italia alla città di Brindisi va il record delle malform

COMUNICATO STAMPA



Ambiente: impennata delle emissioni globali di CO2 a partire dopo Kyoto. In Italia alla città di Brindisi va il record delle malformazioni tra i neonati. Principale sospettato è l'inquinamento del polo industriale.

Secondo un recente rapporto del Centro comune di ricerca (CCR) della UE che Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riporta, le emissioni globali di CO 2 sono aumentate del 45% tra il 1990 e il 2010, raggiungendo un picco di 33 miliardi di tonnellate.

Questi dati sono stati pubblicati oggi in un rapporto intitolato " Le emissioni globali di CO2 a lungo termine " a cura del CCR e la PLB, l'agenzia Valutazione Ambientale dei Paesi Bassi.

I dati in esso contenuti si basano sui risultati più recenti del database di emissioni globali per la ricerca atmosferica (EDGAR), e le ultime statistiche sul consumo energetico.

Il maggiore uso di energie rinnovabili, nucleare e efficienza energetica non sono stati sufficienti a soddisfare una maggiore domanda globale di elettricità e trasporti, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

La recessione e il crollo del blocco sovietico hanno aiutato i paesi a ridurre le proprie emissioni complessive di gas serra negli ultimi due anni, e dovrebbe quindi raggiungere il loro obiettivo comune del protocollo di Kyoto, che corrisponde ad una riduzione del 5,2% delle emissioni entro il 2012.

Costante la crescita economica di paesi come Cina e India, insieme alla ripresa economica in Europa e Nord America, ha contribuito ad un aumento record del 5,8% delle emissioni globali di CO2 tra il 2009 e il 2010.

Questi dati sottolineano l'importanza di negoziati informali per cercare di trovare un accordo successivo al Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici vertice che si terrà a Durban in novembre e dicembre.

Tuttavia, le emissioni della maggior parte delle principali economie hanno aumentato in modo significativo durante questo stesso periodo.

In confronto, le emissioni di CO2 pro capite all'anno in Cina ammontano a 6,8 tonnellate, è ancora inferiore alla media UE, ma ora tanto quanto l'Italia.

Nel nostro paese il primo record per le emissioni di CO2 se l'è aggiudicato la città di Brindisi. La centrale a carbone dell'Enel “Federico II” è il primo impianto in Italia per emissioni di gas serra, con i suoi 15 milioni di tonnellate di Co2 l'anno. Oggi uno studio condotto dall'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Lecce e Pisa presso il reparto di Neonatologia dell'Ospedale “A. Perrino” e della ASL di Brindisi, rivela un altro triste record: quello dei neonati affetti da gravi anomalie congenite.

Tra il 2001 e il 2009, su 7664 neonati, 176 erano affetti da gravi malformazioni. Un dato che supera del 18% quello registrato nel resto d'Europa. Del 67% quello per le anomalie cardiovascolari. Un dato solo parziale, poiché riguardante i neonati, coloro cioè che ce l'hanno fatta a venire alla luce e che non include quindi quelle gravidanze interrotte proprio a causa delle anomalie cardiache complesse che colpiscono i feti prima della nascita. Che sono ben il 50%, secondo il dirigente di neonatologia di Brindisi Enrico Rosati, responsabile dell’Unità semplice di cardiologia fetale e neonatale.

Lecce, 22 settembre 2011

Giovanni D’AGATA

mercoledì 21 settembre 2011

Cosenza-23/09/2011: Corteo Permanente

Trebisacce-21/09/2011: Se il bilancio pesa sugli anziani


Calabria Ora-pag.31-del 21/09/2011

Trebisacce-21/09/2011:Sugli anziani l’onere di contribuire per risanare il bilancio dello stato.

Trebisacce: 20/09/2011
Sugli anziani l’onere di contribuire per risanare il bilancio dello stato. Sembra una notizia da favola, ma dal prossimo primo ottobre le banche dovranno comunicare al Ministero dell’Economia e delle Finanze l’elenco di tutti i clienti che hanno sui libretti di deposito un importo superiore a 2500 euro. A carico del cliente è prevista una sanzione che va dal 10% al 20% del saldo del libretto. A darne notizia è Corrado Tocci, segretario politico del popolari glocalizzati. Con il D.L. 13 agosto 2011 n. 138 contenente “ ulteriori disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo” si dispone che la somma massima per i libretti di deposito bancari al portatore non deve superare i duemila e cinquecento euro. I pensionati cercano,per come possono di risparmiare e per decenni hanno finanziato lo Stato acquistando buoni ordinari del tesoro e certificati di credito del tesoro. Con difficoltà visto il rincaro dei prezzi al consumo i pensionati, avanti con l’età, cercano di accantonare almeno quanto basta per far fronte a malattie e a un dignitoso funerale e per non gravare sui figli. Con questo provvedimento saranno multati tutti coloro i quali superano i 2500 euro e che perciò entro fine mese dovranno prelevare l’eccedenza e deporla sotto il mattone per sfuggire alla penalità. E’ facile punirli decurtando in forma coattiva risparmi accumulati con sudore e rinunce. I pensionati hanno lavorato per una vita, hanno cresciuto figli e dulcis in fundo devono,da anziani, provvedere alle casse dello Stato. Tartassare i cittadini più deboli non sembra proprio una interessante lezione di Economia per combattere l’evasione e si era detto che non vi era la volontà politica di toccare le tasche degli italiani!
Franco Lofrano

giovedì 8 settembre 2011

Amendolara- 07/09/2011: Una lite tra due giovani degenera in una rissa

Amendolara: 07/09/2011
Una lite tra due giovani per futili motivi sprigiona una rissa tra famiglie. E’ accaduto martedì sera intorno alle 22,00 circa,nel pieno centro abitato di Amendolara Paese che due ragazzi,si racconta, per banali motivi hanno iniziato verbalmente ad aumentare i toni del loro acceso dialogo e successivamente ,pare, sia volato qualche schiaffo e qualche calcio. Qualche passante informa le rispettive famiglie che si recano sul luogo del litigio. L’intenzione genitoriale è quella di porre fine al litigio creato dai figli,ma anche i genitori tra una parola e l’altra iniziano a litigare e non soltanto a parole. Prima che la lite potesse degenerare a più serie conseguenze qualche cittadino pensa bene di allertare i carabinieri di Roseto Capo Spulico. I militari giunti sul luogo riescono prontamente a calmare gli animi dei protagonisti ristabilendo la calma. Tutto sembrava risolto e nel migliore dei modi. Mercoledì mattina uno dei litiganti, di meno di trenta anni, si reca al pronto soccorso del “G. Chidichimo” di Trebisacce perché accusava un dolore che dalla spalla arrivava al collo. I sanitari lo sottopongono ai raggi x e proprio sotto pelle hanno estratto un corpo estraneo che per prassi è stato consegnato ai carabinieri di Trebisacce per le opportune indagini. Qualcuno pensa si tratti di un pezzettino di vetro o di legno. Anche l’altra parte offesa, protagonista del litigio, per cautela è stata ricoverata presso l’ospedale di Corigliano per opportuni controlli. Nulla di grave sostanzialmente per i litiganti,ma da un banale litigio si è finiti in ospedale e poteva complicarsi ancora di più.
Franco Lofrano

mercoledì 7 settembre 2011

lunedì 29 agosto 2011

Trebisacce-29/08/2011:IL LUPO NELLA “FORESTA CACCIA” DI ALBIDONA

IL LUPO NELLA “FORESTA CACCIA” DI ALBIDONA
di Michele Lofrano



Un miracolo ho ricevuto. Un uomo come voi sono io che ho trascorso un giorno con un lupo in compagnia. Negli anni ’50 andai a caccia nel bosco della “foresta caccia”. Un lupo amareggiato per poco non mi ha sbranato. Io salii su un albero di quercia e lui si rosicchiava la corteccia; i miei denti battevano a mille all’ora per la grande paura. Ma che bella battuta di caccia ho fatto quel giorno nella “foresta Caccia”. Abbracciai un fucile a pallettoni e prima di sparare dicevo al lupo: ”O lupo caro, con questi denti amari che cosa ti ho fatto che mi devi sbranare?”. Ma lui non volle saperne delle mie preghiere; gli dicevo “In bocca al lupo, in bocca al lupo, crepi il lupo, crepi il lupo!”. Tutti i santi ho pregato per essere miracolato. In quel momento si scatenò un temporale e sembrava la fine del mondo; un fulmine colpì diritto il lupo ed io caddi a terra con la mia testa sul suo corpo: un altro miracolo ricevuto chè non sono andato con la testa sbattuta. Sull’albero non potevo più stare e se scendevo quello mi sbranava. Poi mi sono dispiaciuto e gli dicevo: “O lupo, o lupo, perché sei morto, che le pecorelle non ti mancavano davanti la porta?”. Questo è un vero miracolo, perché la canna del fucile attira i fulmini. Si vede che i lupi attirano più del fucile. Ma voi, considerate quel giorno quello che io ho passato ? e che io sono stato veramente miracolato? Di caccia non ho voluto più sapere perché mi è rimasto impresso questo mistero. Mi rivolgo ai cacciatori:” Non andate a caccia di lupi, per favore!”. Vi saluto e vi abbraccio sono un amico di Trebisacce.



giovedì 25 agosto 2011

Montegiordano-25/08/2011:Pubblica denuncia aTrenitalia nell’Alto Jonio. (di Elisabetta Farina)

Pubblica denuncia aTrenitalia nell’Alto Jonio.
Se foste “voi” a salire su un treno di linea dicendo: -Speriamo che questa volta vada tutto bene!- sapendo che immancabilmente si verificheranno dei problemi durante il viaggio, che cosa direste?
L’alto Jonio si raggiunge in treno da Roma con due Intercity, uno con partenza la mattina molto presto ed un altro nel primo pomeriggio. Nello specifico parliamo del treno Roma – Taranto che fermando a Metaponto, permette di raggiungere in auto i nostri paesi.
Ore 3.00 del 24 agosto, tra un po’ sarà l’alba, i passeggeri sono appena scesi a Metaponto, penultima fermata del treno Trenitalia Intercity Roma – Taranto, partito da Roma Termini il 23 agosto alle ore 16.00 circa, con già venti minuti di ritardo, a causa del condizionamento non funzionante in ben due carrozze.
I viaggi su questa tratta vengono effettuati con materiale rotabile di risulta, con carrozze diverse una dall’altra, sporche, con sedili sporchi, bagni sporchi (quando funzionano), porte non tutte funzionanti, senza carrozza ristorante, né alcun tipo di servizio bar, con donne - anche incinte -, bambini e anziani a bordo.
Durata ufficiale del viaggio: 6 ore circa. Durata del viaggio del 23 agosto: 12 ore circa. Il problema questa volta è stato l’avaria della locomotiva agganciata alla stazione di Napoli Centrale, dove, essendo una stazione di testa, il treno cambia il suo senso di marcia. Fermi a Picerno in un binario in linea abbiamo aspettato che arrivasse la nuova locomotiva da Napoli per 4 ore. L’acqua potabile e del cibo l’abbiamo ricevuto a Potenza, all’una di notte, dalle 20.30 che eravamo fermi. Quasi un sequestro di persona!
La ragione porterebbe a dire, sono cose che possono succedere quando si viaggia, ma quando la statistica si alza, non è più una questione di probabilità ma di evidente volontà.
Cosa direste “voi” se anche il viaggio precedente fu il viaggio di Pulcinella?
Circa dieci giorni prima, sempre col Treno Trenitalia Intercity Roma – Taranto, arriviamo a Metaponto con 2 ore di ritardo. A Roma Termini, il treno si presenta con un numero di carrozze pari a 6, mentre i posti prenotati venduti erano per un numero di carrozze pari a 8. Che fine hanno fatto le altre due carrozze? Inoltre, come sempre, vi erano le solite due carrozze con il condizionamento dell’aria rotto. Morale: i passeggeri che avevano acquistato il biglietto per 8 carrozze hanno viaggiato ammassati in 4 carrozze, poiché il treno è così che è partito da Roma.
Ma ancora, continuereste a tacere se anche il viaggio precedente fu un altra Caporetto?
Partiamo in orario da Metaponto, arrivati a Salerno restiamo fermi due ore e nessuno, dico nessuno, ha dato illustrazione del motivo. Ripartiti dopo due ore, arriviamo a Napoli Cle, dove apprendiamo che un treno vuoto, spostandosi sui binari della stazione ha deragliato, distruggendo un traliccio della corrente elettrica e provocando il black-out di uno dei nodi più importanti delle ferrovie del Meridione. Siamo riamasti altre due ore in fila per entrare nella metropolitana sotto Piazza Garibaldi e procedere lungo i binari urbani alla volta di Roma. Ritardo: 4 ore. Certo questa volta fu un evento imprevedibile, ma il soccorso e l’informazione decretano comunque l’assenza del rispetto per noi viaggiatori.
Cosa provereste “voi” se, scendendo dal taxi alle 6.00 del mattino, trovereste il vostro treno cancellato? Il motivo è tutt’ora ignoto, ma a parte ciò, la risposta di Trenitalia è stata di viaggiare fino a Salerno in treno e poi con un pullman di Trenitalia fino a Taranto: senza bagno all’interno né alcuna fermata di sosta prevista. Permanenza a bordo del treno: 5 ore…e quel giorno vi erano molti anziani. Durata del viaggio: 9 ore Ed il treno, non partì neanche una seconda mattina, ma sulla scorta dell’esperienza precedente, mi rifiutai di prendere il pullman, perdendo i soldi del biglietto (di solito viaggio in prima classe) e mi faccio accompagnare a Bari (150Km di distanza) a prendere un Freccia argento per Roma, riversando altro denaro nelle tasche di Trenitalia.
Dunque, cosa direste voi, se tutto ciò accadesse con regolarità nell’arco strettissimo di qualche mese? Sarebbe ancora una fortuita coincidenza? O forse, inizierete a pensare che c’è una volontà politiche nel trascurare il sistema ferroviario diretto verso l’Alto Jonio?
Certo, ci sarebbero le autolinee su cui per decenza, risparmio i commenti limitandomi a dare la mia giustificazione personale: soffro i viaggi in pullman, pertanto non posso utilizzarli.
Gentile Ministro dei Trasporti e gentile Presidente di Trenitalia vi invito a viaggiare, pagando, in queste condizioni indecenti come abbiamo fatto io ed altri viaggiatori, e spezzati dal viaggio ad andare a lavoro ed occuparvi della vostra famiglia, vi invito a svegliarvi e ad accendere l’attenzione su uno dei mezzi di trasporto più sicuri ed efficienti, e nel ricordarvi che il primo treno d’Italia fu nel Meridione, la Napoli-Portici, vi invito a riflettere su come ci avete ridotti oggi.
Vi dico cosa penserete: sareste terrorizzati come lo sono io e gli altri passeggeri che hanno famiglia a lungo la tratta nei pressi di Taranto, Metaponto, Ferrandina, Grassano e lavorano a Roma. Sareste terrorizzati, perché questo modo di comportarvi è al limite del periodo del terrore della rivoluzione francese.
Chiudo dicendo che sto tornando da un viaggio in Turchia, dove treni poco costosi, puliti, puntuali ed efficienti attraversano le campagne più sperdute per collegarle alle città.
Da Montegiordano Marina
arch. Elisabetta Farina